LEGGE 328 VENT’ANNI DOPO: “Senza servizi sociali non c’è salute”

Dopo la 328 del 2000? Poco, troppo poco. E così, a 20 anni dalla legge che ha pensato e disegnato quel tessuto di politiche sociali e di prossimità che ha permesso anche di reagire alla più tragica pandemia dei nostri giorni, il bilancio è drammatico. Ma qualcosa si può e si deve fare anche facendo tesoro di quello che avremmo dovuto imparare da questa catastrofe mondiale che ha dimostrato che senza servizi sociali non esiste salute e che la sola medicina non potrà mai curare solitudini e fragilità che un’epidemia rende ancora più evidenti. Lo ha sostenuto Gianmario Gazzi prendendo parte al primo dei webinar promossi dal progetto Penisola Sociale – Cittaitalia, Anci, Fondazione Ifel e il Dipartimento di Scienza della Formazione dell’Università Roma Tre – al quale hanno partecipato anche Livia Turco quale promotrice della legge e Luca Vecchi delegato Anci per il Welfare.
All’unisono, in un dibattito a distanza che ha visto oltre 300 partecipanti – il massimo delle iscrizioni possibili – l’appello a riprendere la strada della Legge 328/2000 perché “la vera riforma nazionale della salute, è il potenziamento dei servizi di territorio. E l’uso di ogni risorsa disponibile per questo e non per moltiplicare quei bonus che spesso non arrivano neanche a chi ne ha bisogno e che, comunque, una volta esauriti, non cambiano le cose”.