La solidarietà alimentare non basta. Gazzi su Il Fatto

Con il decreto Ristori-ter, approvato la settimana scorsa dal CDM, arrivano altri 400 milioni “per misure urgenti di solidarietà alimentare” da erogare ai comuni entro sette giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Una soluzione che accontenta i sindaci ma… “Da maggio a novembre sono stati distribuiti tanti auti, se c’è ancora bisogno del buono per la spesa significa che nessuna di quelle misure ha funzionato – ha spiegato il presidente Gazzi a Il Fatto Quotidiano –  Possiamo essere a favore di tutte le misure assistenziali, ma serve una programmazione seria e professionisti che diano gambe e testa ai progetti. Quei fondi andrebbero spesi per il personale e utilizzati per interventi mirati in base alle esigenze dei singoli”.

Secondo Gazzi: “Quella misura emergenziale aveva senso nella fase del primo lockdown, quando non c’erano altri aiuti per una serie di categorie che perdevano reddito, ma dopo tutti i ristori di questi mesi non riesco a capirne la logica. Oggi le persone vanno in crisi per le spese impreviste, per l’affitto, le bollette. Molti non sanno a chi rivolgersi per avere un aiuto e anche quando arrivano al comune le lista d’attesa sono infinite perché non c’è personale, per questo sarebbe meglio investire sui professionisti Con 400 milioni si può fare tantissimo, considerando che il fondo annuale per le politiche sociali è di 390 milioni…”.

Leggi l’articolo di Stefano Galeotti