Diritti, libertà, dignità. Sempre contro ogni pregiudizio

Il 17 maggio di trent’anni fa l’Organizzazione mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. E nel 2004 fu istituita la Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia che si celebra da allora ogni 17 maggio, riconosciuta dall’ Unione europea e dalle Nazioni Unite

Quindi uno dei preconcetti più odiosi nei confronti degli omosessuali è caduto solo trent’anni fa, nel 1990. Molti tra noi allora erano dei ragazzi e la società di oggi è ancora largamente rappresentata da persone cresciute quando questa era l’opinione prevalente: l’omosessualità era una malattia, possibilmente da curare. Le storie di chi ha pagato sulla propria pelle questo pregiudizio sono tantissime e portano un carico di dolore molto grande. Spesso sono le storie di giovani o giovanissimi isolati e rifiutati perchè erano ciò che erano.

La storia dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali attraversa tutta la storia contemporanea. E la loro è una storia di libertà e di dignità. Una storia che ci riguarda molto da vicino perché è la storia della conquista di diritti umani inalienabili. E quindi dovrebbe interessare ognuno di noi.

E nessuna battaglia per i diritti può dirsi mai definitivamente vinta, mai nessun traguardo è per sempre: è così per ogni forma di discriminazione, sia essa religiosa, etnica, sessuale.

Gli assistenti sociali hanno il preciso compito di garantire a ciascuno l’esigibilità dei diritti, la rimozione di ogni ostacolo ad una vita libera, responsabile e piena. E in questa battaglia sono in prima linea. Siamo al fianco di chi ancora oggi è discriminato, aggredito, rifiutato, isolato per il suo naturale orientamento sessuale.

Siamo al fianco di chi è alla ricerca della forza per manifestare la propria omosessualità, di chi viene insultato, bullizzato e criminalizzato. Al fianco di chi compie libere scelte e costruisce legami, una famiglia e aspira ad una vita piena e dignitosa. Al fianco di chi vive ogni giorno la difficoltà di definirsi e non trova posto nelle caselle precostituite con cui ci si ostina a leggere una realtà che cambia così velocemente. Al fianco di scelte difficili per sostenere, aiutare e facilitare in ogni modo la realizzazione di tante donne e uomini, ghettizzati, insultati o aggrediti perché ancora oggi avvertiti diversi, e dunque sbagliati.