Rieducazione oltre le sbarre, minori, Rei e Rdc: giornata di confronti e proposte

Nelle carceri e dopo la detenzione; nelle comunità, nelle case famiglia, nei percorsi di affido; a fianco di minori e adolescenti e alle loro famiglie; di fronte a chi rientra nei percorsi del Reddito di Inclusione o in quello di Cittadinanza. Gli assistenti sociali sono in questi luoghi e affrontano questi problemi – e altri ancora – che, in una sola giornata romana hanno avuto momenti di confronto e proposta alla quale il Cnoas ha partecipato attivamente con il presidente Gazzi, la vice presidente Bartolomei e i consiglieri Astarita e Basigli.
Al convegno organizzato dalla Funzione Pubblica della Cgil per il rilancio dell’esecuzione penale esterna si è parlato di misure alternative al carcere, un diritto che quando applicato, dà dati altissimi di riduzione della recidiva. “Per garantire questo diritto, però, dobbiamo essere consapevoli che ci sono molti passi da fare – ha spiegato il presidente Gazzi – A fronte delle nuove assunzioni di assistenti sociali al ministero della Giustizia, sappiamo che con le uscite – pensionamenti dovuti a Quota Cento- siamo praticamente nella medesima situazione di prima”.
La Camera dei deputati ha invece ospitato ragazze e ragazzi tra i 16 e i 26 anni che fanno parte del progetto Care Leavers Network Italia, che vivono o hanno vissuto parte della loro vita “fuori famiglia” (in comunità di accoglienza, casa famiglia, affido) e che sono stati coinvolti in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva che permetta di farli incontrare con le istituzioni che a vario titolo si occupano di loro, portando il loro punto di vista sui percorsi di accoglienza. “Le raccomandazioni dei Care Leavers – ha detto il presidente – sono la vera linfa del nostro lavoro. Nessuno meglio di loro può aiutarci a fare meglio il nostro lavoro e contribuire a un welfare migliore e a un ascolto e intervento sempre più adeguato ai problemi e alle esigenze di altri ragazzi”.
“Non dimenticare chi è fragile tra i fragili richiama tutti alle proprie responsabilità e non bastano interventi che vengono ogni volta presentati come risolutivi. Non bastano soltanto gli aiuti economici, come non bastano soltanto gli asili nido se dopo il sostegno economico o l’asilo, c’è un fuori dove manca tutto. Nel 2020 non esistono livelli essenziali di protezione e sostegno all’infanzia e all’adolescenza e alle famiglie che uniscano l’Italia. Bisogna aver la fortuna di essere nati e di crescere nel posto giusto”. Alla Conferenza Nazionale “Investire nell’infanzia. Presente e futuro del nostro Paese”, organizzata da Alliance for Investing in children il Cnoas ha insistito sul necessario lavoro di equipe e sull’esigenza di non dimenticare di sostenere i pochi interventi sociali già in atto. Dal Reddito di Inclusione che ha avuto il merito di investire nei servizi sociali, non riuscendo però a rompere le diseguaglianze territoriali – come ha dimostrato il monitoraggio presentato nel pomeriggio – al Reddito di cittadinanza che potrebbe bloccarsi perché stanno per scadere oltre 2000 contratti a termine di professionisti specificamente formati.