Minori: “Welfare spolpato, riforme nel cassetto. Nessuno è assolto”

Le audizioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono i minori dovrebbero essere utili a cambiare quello che non funziona e a far sì che chiunque intervenga nella vita di bambine e bambini in difficoltà abbia la preparazione e la sensibilità necessarie a svolgere questo problematico compito.

Siamo tornati, oggi, con il presidente dell’Ordine Gianmario Gazzi, in collegamento on line con la Commissione, a ribadire, quali sono le riforme necessarie, quali sono le funzioni, i compiti degli assistenti sociali. Abbiamo presentato il documento che alleghiamo, rispondendo anche alle domande rimaste senza risposta lo scorso 13 aprile. Ma, evidentemente, da parte di alcuni parlamentari, non c’era alcun interesse a capire e pensare alle misure da mettere in campo. Abbiamo ribadito:

  • l’obbligo di aggiornamento delle norme che riguardano il diritto di famiglia con urgente ridefinizione dell’istituto dell’affidamento familiare, introdotto con il Regio decreto (!) n.1404 del 1934;
  • la necessità di prevedere la rotazione delle commissioni di vigilanza e controllo sull’adeguatezza dei servizi offerti ai minori inseriti in comunità, al fine di prevenire possibili conflitti d’interesse;
  • l’urgenza della riforma dell’intero impianto formativo universitario degli assistenti sociali, prevedendo anche percorsi di specializzazione post-laurea e di formazione continua per chi opera in questo ambito;
  • l’esigenza che il governo e il legislatore indichino i livelli essenziali organizzativi degli ambiti territoriali sociali definendo le competenze in capo alle istituzioni locali in modo da permettere di garantire standard di qualità e interventi omogenei nel territorio.“Siamo protagonisti e testimoni di tutto quello che non funziona e che peggiora la vita di chi già ha problemi – ha concluso il presidente Gazzi – l’abbiamo denunciato per primi! Vi chiediamo, mentre sembra che siate qui soltanto a cercare i colpevoli, se ritenete, come legislatori, di non avere niente a che fare con un Welfare spolpato per anni e riforme tenute nel cassetto. Ognuno si prenda le proprie responsabilità, che noi la faccia, in ogni angolo d’Italia, ce la mettiamo tutti i santi giorni”.