Lettera a Roberta che ha ripreso in mano la vita, per sé, per sua figlia

Ciao cara Roberta,

 

a giorni è il compleanno di tua figlia. Vorrei fare tanti auguri a lei e approfittare per fare tanti auguri anche a te Mamma gagliarda perché non ha mai mollato!

Già da quando, eri ancora minorenne e hai scoperto di essere incinta, a quando hai scelto di entrare in Comunità. Sei stata brava, hai avuto il coraggio di riconoscere i tuoi errori, hai deciso di prendere in mano la tua vita e hai intrapreso il percorso terapeutico. Con tanto dolore nel cuore, hai capito che era necessario separarti da tua figlia perché, come genitori, non eravate in grado di pensare a lei, eravate entrambi troppo centrati sui vostri bisogni.

Tu hai sempre voluto bene a Maria, ma poi la mattina dormivi e non riuscivi a portarla a scuola, tanto per dirne una. Sono intervenuta io, abbiamo parlato molto, ti ho spiegato tutto l’iter, quindi inevitabile è stato l’inserimento di tua figlia in casa famiglia e di te in comunità. Non è stato facile per te ma credimi, non lo è stato neppure per me: non è mai facile allontanare una figlia dalla madre. Poi in udienza davanti al Giudice del Tribunale per i Minorenni, ti sei impegnata a cambiare vita e rivolgendoti a me: “ho fatto tutto quello che tu mi hai detto”.

Non ti sei scoraggiata, anzi ti sei rimboccata le maniche e hai iniziato a camminare. E quanta strada hai percorso in questo anno. Ricordi? Durante il lockdown? Facevamo videochiamate per guardarci negli occhi. Tu mi dicevi che era difficile proseguire perché ti sentivi chiusa e non potevi uscire. Io rispondevo che ti capivo perché condividevo la stessa situazione di “chiusura” dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19 ed ero anche preoccupata e allarmata in generale. Ma cercavo di incoraggiarti, di rincuorarti, di trasmetterti positività e tu sorridevi con quello sguardo cosi espressivo che hai.

Inizialmente, sentivi di fare il percorso solo per far uscire la tua bambina dalla struttura e non vedevi nessuna utilità. Con il tempo hai capito che stavi facendo un viaggio dentro di te: come hai detto bene, per ritrovare te stessa e la forza di non cadere più. Hai scritto che vuoi riprenderti la tua vita e non essere più schiava di una sostanza che ti stava togliendo tutto, soprattutto la cosa più bella: tua figlia.

Mi immagino il giorno in cui tu racconterai serena la tua storia a tutti, che hai scelto la vita mentre prima, intorno a te, avevi solo spacciatori di morte. Sei una persona splendida, con tante potenzialità e ti ho sempre detto che ce la puoi fare. Hai imparato a prenderti cura di te: non sei più scheletrica, sei diventata una bella donna, addolcita nello sguardo e anche nel modo di parlare meno aggressivo più tenero e paziente. Le cadute ti hanno permesso di rialzarti e capire dove sbagliavi. La Comunità ti è servita per trovare un contenimento e per aiutarti a riflettere.

Tu che sei cosi istintiva e piena di emozioni, hai detto mille volte “me ne vado” ma poi sei rimasta. Sei cresciuta tanto, hai potuto sperimentare i tuoi lati postivi e anche i tuoi limiti. Soprattutto, hai potuto riflettere su come essere e su come fare la mamma. Tu così giovane, che con tua figlia sei stata sempre come una sorella o che a volte lei , cosi piccola, ti faceva da mamma, proteggendoti e occupandosi di te.

Per il tuo compleanno, sei potuta tornare a casa per festeggiare ma hai fatto una cavolata che hai subito confessato, consapevole delle conseguenze e riconoscendo che, senza la comunità, ti saresti di nuovo persa. Anche in passato, ti sei resa conto di quanti sbagli hai fatto, l’importante è riconoscerlo e ora, girandoti indietro, vedi pure quante cose belle sei riuscita a fare per te. So che stai prendendo pure la patente…sono proprio tanto orgogliosa.

Nei momenti critici ti ho spronata, a volte, pure con toni duri, ma non ho mai temuto che non ce l’avresti fatta. Ancora non possiamo gioire completamente, non è finito il percorso ma passo dopo passo sei arrivata fin qui. Ci vuole tanta calma, pazienza e determinazione, aspetti che hai cominciato a conoscere sulla tua pelle.

La tua famiglia, genitori, fratelli, nipoti e cognate, ci sono sempre stati e ti hanno supportato e sopportato perché ti vogliono bene e perché tengono a te, come tu tieni a loro. E quanto è cresciuta tua figlia! E’ una bambina sorridente e gioviale. Parlando con lei, mi ha detto che l’altra volta, quando è venuta a trovarti, avete fatto i biscotti così tanti che li avete distribuiti a tutti, anche ai bambini della casa famiglia.

Si è tanto divertita e mi ha detto che sei una brava mamma, che sei sempre stata una brava mamma. Le ho risposto che lo so, non ho mai pensato diversamente. L’anno scorso, eri appena entrata in comunità e non hai potuto neppure vedere Maria per il suo compleanno.

Quest’anno invece lei verrà da te, insieme mangerete la torta e farete festa. Sei sulla buona strada per realizzare anche il sogno meraviglioso di quando potrete stare sempre insieme.
Tieni duro, io tifo per te, lo sai. Buon compleanno a te e a tua figlia! Con affetto

G.S. Lazio
———————————————————————————————————-

Le storie pubblicate sono testimonianze dirette o raccolte, di vicende personali e/o professionali degli assistenti sociali. Non hanno la pretesa di essere esempi universali, né di suggerire soluzioni, ma di raccontare, per chi scrive, cosa significhi questo lavoro. Nelle emergenze nazionali e mondiali e nella quotidianità che, per questa professione, è sempre emergenza.