La Rssa è chiusa, ma l’amore entra comunque

 

“Quando rivedrò mio marito?”. “Ma stasera verrà mio figlio a trovarmi?”. “Perché non possono venire più a stare un po’ con noi?”. Semplici domande, sempre le stesse ogni giorno per capire cosa sta accadendo e perché tutto attorno a loro è cambiato.

Nella nostra voce camuffata dalle mascherine non deve percepirsi l’amarezza, ma soltanto la speranza che presto tutto passerà.

Sono mogli, mariti, nonne, nonni, mamme e papà che risiedono nelle nostre strutture per anziani e che ogni giorno vivono con abitudine e quotidianità i loro riti semplici (le passeggiate nel giardino, bere un latte caldo assieme la sera prima di salutarsi) ma davvero tanto importanti e che oggi non possiamo permettere. E mancano immensamente.

Così le giornate al tempo del Coronavirus in questi posti diventano ancora più tristi. Spieghiamo ogni giorno che cosa sta accadendo lì fuori, che tutto questo serve a proteggerli e proteggerci, ma la loro memoria non trattiene la gravità di quello che gli raccontiamo. E allora lasciamo scoprire nuovi modi per non farli sentire soli. E negli schermi dei nostri telefonini appaiono magicamente i volti familiari, quelle voci che fanno battere all’impazzata il loro cuore.

E quelle emozioni che fino ad allora percepivamo da lontano, eccole vicine ad un passo dal nostro cuore. Sono racchiuse negli sguardi lucidi e nei sorrisi che accogliamo ogni volta che diamo loro la gioia di vedersi anche solo per pochi minuti.

E quel “grazie…me lo fai salutare anche domani?” si trasforma nella gioia di andare a lavoro, nonostante le mille difficoltà, la paura di imbattersi in quel vile microbo che sta tenendo lontane tutte le famiglie del mondo.

“Eccomi Adriana, sono arrivata…Salutiamo Maurizio anche oggi?”

M.S. RSSA PUGLIA

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Le storie pubblicate sono testimonianze dirette o raccolte, di vicende personali e/o professionali degli assistenti sociali. Non hanno la pretesa di essere esempi universali, né di suggerire soluzioni, ma di raccontare, per chi scrive, cosa significhi questo lavoro. Anche in questi difficilissimi giorni.