Quando #IlPocoDiMolti
diventa #IlMoltoDiTanti

Lavoro dal 2004 presso il Comune di Bologna e mi sono sempre occupato di anziani non autosufficienti; da un paio di anni ho spostato la mia attività lavorativa sugli anziani fragili, cioè persone ancora autosufficienti, ma con fragilità varie, che possono essere di tipo psicofisico, relazionale, ambientale ed anche economico. Per conto del Comune seguo quindi l’organizzazione di attività di socializzazione che vengono organizzate sul territorio del Quartiere di mia competenza soprattutto in estate, ma anche durante l’anno.

In questo modo è possibile incontrare le persone, ascoltarle e rispondere ai loro bisogni relazionali per fare quindi un lavoro di prevenzione riguardo alle sindromi depressive e di isolamento sociale.

Da sempre è il Comune che, attraverso i Quartieri e in accordo con i Centri Sociali, propone e organizza le attività per gli anziani, i quali sono spesso attori passivi. Nel 2018 ho però voluto dare ascolto alle richieste che venivano direttamente dalle “mie” signore. La richiesta principale era quella di andare un giorno al mare a mangiare il pesce. Idea molto bella, ma poco realizzabile per via dei costi elevati. Ho quindi pensato di attivare una campagna di crowdfunding coinvolgendo direttamente gli anziani e in particolare A. una signora ultra novantenne con un passato di depressione, ma che grazie alle nostre attività è riuscita a “ripartire”.

La campagna di crowdfunding – letteralmente raccolta dalla folla – è stata attivata e sviluppata tramite una piattaforma online e cercando di sfruttare al massimo la potenzialità dei social. In questo modo abbiamo raggiunto tantissime persone, conosciute e non, che sono rimaste affascinate dal nostro progetto e hanno deciso di sostenerlo, anche con poco. La signora A. e le sue amiche hanno avuto un ruolo attivo nello svolgimento della campagna, anzi direi fondamentale. Hanno coinvolto a loro volta famigliari, amici, conoscenti e anche i negozianti della zona. Si sono sentite, probabilmente per la prima volta, parte integrante e attiva del progetto.

Abbiamo così raccolto circa 3500 euro che ci hanno permesso di passare una bellissima giornata  vicino Ferrara, mangiando ottimo pesce, e di acquistare anche 20 sedie sdraio per fare il riposino dopo pranzo durante le attività estive.

Nel 2019, forti dell’esperienza vissuta e affiancato ancora una volta da A. e le sue amiche, abbiamo organizzato una nuova campagna di crowdfunding con l’obiettivo di portare con il trenino tutti i “nostri” anziani a visitare un importante santuario simbolo di Bologna per fermarci poi (immancabilmente) al ristorante per una bella mangiata tutti insieme.

Anche la nuova campagna di crowdfunding si è rivelata un successo e si è conclusa con la raccolta di circa 2500 Euro. Nel settembre 2019 abbiamo quindi potuto concretizzare il nostro progetto e con 39 anziani siamo stati tutti insieme in gita con il trenino e abbiamo trascorso una bellissima giornata.

Queste due esperienze di raccolta fondi finalizzate all’organizzazione di attività di socializzazione si sono rivelate sicuramente come un modo nuovo di svolgere la professione di assistente sociale; togliermi dalla scrivania, mettermi a disposizione degli anziani, ascoltarli, andare loro incontro e cercare la loro collaborazione li ha resi protagonisti attivi, e questo loro lo hanno colto molto bene, sentendosi ascoltati e valorizzati.

Se volete, su Youtube il racconto per immagini dell’ultima nostra gita.

https://www.youtube.com/watch?v=RKM0X-4miJ0

 

N.G Bologna


 

Le storie pubblicate sono testimonianze dirette o raccolte, di vicende personali e/o professionali degli assistenti sociali. Non hanno la pretesa di essere esempi universali, né di suggerire soluzioni, ma di raccontare, per chi scrive, cosa significhi questo lavoro.