Il giovedì di Maria
che a 74 anni
sogna Biancaneve

Oggi è giovedì e tra poco arriverà Maria.

Qui il giovedì è giorno di mercato: a Maria piace gironzolare tra le bancarelle, rovistare nelle pile di abiti ammucchiati alla rinfusa per poi non acquistare nulla perché, dice: “Non trovo mai la mia taglia”.

Il giovedì mattina di Maria ha le sue tappe fisse: dopo il giro al mercato, è il momento della banca e poi del servizio sociale.

Maria passa a salutare Monica, l’impiegata allo sportello, quella da cui Maria va sempre perché le è particolarmente simpatica. Verifica a quanto ammonta il saldo del suo conto corrente e non ritira nulla, tanto le sono ancora sufficienti i soldi prelevati la scorsa settimana. Mangia poco lei e non ha vizi.

Dopo le canoniche “due chiacchiere” con Monica, Maria muove le sue stanche membra verso la sede del servizio sociale. Butta un occhio nell’ufficio di Sandra e Claudia dello sportello di prossimità e si fa annunciare alla sottoscritta.

“Ciao Groppina!”.

“Buongiorno Maria, lo prende un caffé?”.

“Si grazie polpetta! Lo dico sempre io che siete delle polpette”.

Maria si siede nel mio ufficio e mentre sorseggia lentamente il caffé della macchinetta, mi racconta dell’acquisto della nuova lavatrice, ovviamente la più economica, perché “non ho mica una gran pensione io!”. Mi dice che l’ha comprata con Giuseppe – l’operatore del servizio di assistenza domiciliare – nel giorno del black friday.

“E’ proprio matto Giuseppe. Sai cosa mi dice sempre? Che vuole bene a sua figlia, a sua moglie e a me!”

” A me no eh! Oh, non avrà mica strane idee. Sono vecchia io!”

“Ma no Maria, lo dice perché lei gli è simpatica”.

Il racconto della settimana prosegue con l’anziano dell’ultimo piano che, mentre ritirava la posta, le ha proposto di andare con lui in cantina. Invito che ovviamente Maria ha rifiutato con sdegno: “Proprio io che vivo sola da una vita. Figuriamoci se vado dietro a quel merlo lì che è pure sposato!”

Maria termina, con un tono malinconico, a raccontare delle le cugine di Trento, che hanno figli giovani loro, tutti con l’auto, ma che non la vengono mai a trovare.

Il caffé è finito da un pezzo, Maria raccoglie lo zucchero sul fondo del bicchierino, per farlo durare ancora un po’.

Poi mi chiede: “Groppina lo sai quand’è il mio compleanno?”

“A dire la verità, così su due piedi, non lo ricordo Maria”

“E’ il 18 di marzo”. “Quest’anno ho deciso di farmi un regalo!”

” Ah sì Maria? E cosa?”

“Maria mi guarda con l’occhio vispo e un sorrisetto sornione: “La favola di Biancaneve e i sette nani! Sì, proprio quella lì… A me piace tanto e i miei genitori non mi hanno mai regalato nessuna favola quando ero piccola”.

Accompagno Maria alla porta d’uscita.

“Ciao Groppina e grazie. Ti voglio bene sai? Lo dico sempre che sei una polpetta.”

“Arrivederci Maria” le rispondo.

Lei scende lentamente le scale ed io penso che è proprio vero, i desideri non hanno età e Maria di anni ne ha 74. E che a volte, questo lavoro è un po’ vivere in una favola.
Con donne e uomini  cresciuti senza essere mai stati bambini.

L.G. Emilia Romagna


Le storie pubblicate sono testimonianze dirette o raccolte, di vicende personali e/o professionali degli assistenti sociali. Non hanno la pretesa di essere esempi universali, né di suggerire soluzioni, ma di raccontare, per chi scrive, cosa significhi questo lavoro. Nelle emergenze nazionali e mondiali e nella quotidianità che, per questa professione, è sempre emergenza.