Deruta: violenza in famiglia, i servizi sociali non chiudono per le Feste

Non c’è sabato, domenica o giorno della Befana che impedisca a un servizio sociale di fare il proprio dovere. Non si accampano le scuse di giornata festiva per non intervenire di fronte a un “codice rosso”.

E così è successo a Deruta, delizioso centro della ceramica d’arte a poca distanza da Perugia, 10mila abitanti e “quattro soldi”, come dice il ragioniere comunale per gestire le emergenze sociali che si presentano.

Alle 17,30 del 4 gennaio la stazione dei Carabinieri di Deruta chiama sul cellulare l’assessore ai servizi sociali, Cristina Canuti. Sono di fronte a un “codice rosso” che richiede il suo intervento. “I carabinieri mi hanno informata di tutto: tre membri di una famiglia residente nel mio comune, mamma, figlia e figlio, tutti maggiorenni, avevano denunciato violenze fisiche e psicologiche subite da parte del padre e aggravate da alcolismo e tossicodipendenza. Alle 18 ho incontrato queste persone e alle 19 sono stata in grado di farle accogliere in una struttura del comune insieme ai loro tre cani e a un gatto”.

Domenica 5 e il giorno della Befana e il 7 gennaio l’assessore Canuti è stata il solo punto di riferimento della famiglia. L’8, con l’ausilio dell’assistente sociale Chiara Filippini, le donne della famiglia sono state accompagnate presso il centro antiviolenza di Perugia per coordinare oltreché un aiuto pratico anche un sostegno psicologico.  “Nel pomeriggio dell’8  – continua l’assessore – li avevamo inseriti in una struttura di Perugia dove resteranno fino a domani”.

“Ho già sentito il centro antiviolenza – spiega l’assistente sociale – e, con le risorse del comune di Deruta, hanno accettato di prorogare la sistemazione della famiglia fino al 18 gennaio”.

Nel frattempo si cerca una soluzione a più lungo termine, un luogo dove i tre, possano essere accolti insieme ai loro animali, un luogo che per i servizi sociali sarebbe meglio se fosse a qualche chilometro di distanza dal padre accusato di violenza. “Ma loro vogliono restare a Deruta – aggiunge Chiara – Faremo quello che possiamo per supportarli e per mettere in rete gli altri servizi. Non è una situazione facile, è una famiglia con diverse fragilità e non soltanto economiche”.

Servirà e non basterà un aiuto finanziario, “per il resto – concludono – ci saremo con le nostre risorse e il nostro impegno. E’ sempre molto difficile”