9 marzo/4 maggio: passo dopo passo, senza perdersi

 

9 marzo 2020 – Al lavoro si respira un’aria nuova , il timore e l’incredulità hanno preso il posto del solito impegno quotidiano e del solito print: armi potenti per affrontare con forza le giornate di lavoro a contatto con la sofferenza. Siamo sempre noi, ma la frenesia e l’energia che tutti i giorni si respirano in un Servizio di Territorio come il mio nel Comune di una grande città del Piemonte, appaiono frenati all’improvviso. Sembriamo immobili, non sappiamo come si andrà avanti e come sarà il nostro prossimo futuro. I giorni passano, tutto si modifica in modo naturale.

13 marzo 2020 – E’ il mio quarantunesimo compleanno, ora sono a casa in smart working. E… chi l’avrebbe immaginato che tra videochiamate, telefonate , mail e nuove applicazioni al personal computer mi sarei trovata a gestire il mio carico di lavoro con la stessa passione che nutro per mio lavoro dal vivo? Il mio livello di allerta verso situazioni di emergenza ,sale. Anche in smart working e con un ottimo lavoro di rete , riusciamo a collocare in struttura una persona disabile e totalmente sola. I rapporti con i colleghi, con cui ormai si lavora in turnazione proseguono come sempre, ma ci sentiamo più solidali. A volte parte la polemica per le difficoltà burocratiche, ma poi si va avanti, più forti e credo più consapevoli. I ritmi sono tornati i soliti, sempre più veloci. Le richieste stanno mutando ed io, pur impossibilitata a fare visite domiciliari, so come frenare ansie di chi si rivolge a noi, riportandoli sul concreto, al possibile e cercando di accendere nel loro cuore una speranza. Gestiamo le segnalazioni per il sostegno alimentare e comprendo quanto la città stia cercando di reagire con grossi sforzi anche da parte delle Associazioni.

12 aprile 2020 – Compio 17 anni di lavoro al Comune di questa città dove sono arrivata da Napoli. Oggi è Pasqua e da buona napoletana sarei tornata giù per il compleanno di mia madre, per riabbracciare lei e parte della mia famiglia che vive lì. Ma anche questo per ora non è possibile. Io continuo, consapevole della tempesta che ci sta passando sulla testa ma piena di speranza. Tra lezioni on line per la mia (forte e coraggiosa) bimba di 6 anni e il mio lavoro. Sento che ce la stiamo mettendo tutta, ciascuno per la sua parte.

4 maggio 2020- La città sembra risvegliarsi, ma piano. La paura ci inibisce.
So che siamo in tante/i,  cari colleghi. Ci voglio credere che con l’impegno di tutti , le difficoltà saranno affrontate passo dopo passo, senza perdersi.

S. T. Piemonte


Le storie pubblicate sono testimonianze dirette o raccolte, di vicende personali e/o professionali degli assistenti sociali. Non hanno la pretesa di essere esempi universali, né di suggerire soluzioni, ma di raccontare, per chi scrive, cosa significhi questo lavoro. Anche in questi difficilissimi giorni.