
Neanche il caldo è uguale per tutti. La nuova frontiera della disuguaglianza ha un nome inglese: “cooling poverty” e nasconde il volto estivo della povertà energetica, colpendo famiglie a basso reddito, anziani soli, persone con problemi di salute e chi vive in edifici poco isolati, spesso in quartieri dove il cemento amplifica il caldo e il verde è assente… “Il caldo estremo rende visibile, per pochi giorni, ciò che noi incontriamo tutto l’anno: persone sole, senza reti, senza risorse per proteggersi – scrive la presidente Rosina su Huffington Post – Le assistenti sociali e gli assistenti sociali questi fenomeni li osservano ogni giorno, prima che abbiano un nome: quel punto di osservazione è a disposizione di chi fa ricerca e di chi decide. Comprendere le nuove disuguaglianze è la condizione per non lasciare sole le persone che le vivono. L’ondata di calore, ci auguriamo, passerà. Le disuguaglianze che ha illuminato restano e chiedono di essere comprese, studiate, presidiate. Non soltanto d’estate”.
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