INFANZIA E ADOLESCENZA: il Cnoas alla Conferenza Nazionale

Nelle giornate del 2 e 3 ottobre si è tenuta a Roma la Conferenza nazionale sull’infanzia e sull’adolescenza “Custodire il presente, costruire il futuro”, organizzata dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Un evento che ha dato il via al Sesto Piano Nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza e che si è aperto con la lettera del presidente della Repubblica e il videomessaggio della presidente del Consiglio.  A questo importante appuntamento non potevamo mancare, noi, assistenti sociali, che al benessere dell’infanzia e dell’adolescenza, in ogni momento e in ogni situazione, soprattutto le più difficili, dedichiamo impegno e professionalità. A rappresentare il Cnoas, la nostra consigliera Valentina Prisciandaro che  – nel Consiglio nazionale fa parte del gruppo di lavoro “Famiglie e persone di minore età” ed  ha lavorato con l’Osservatorio Infanzia e Adolescenza alla stesura del sesto piano-  dopo aver ascoltato gli interventi della mattinata, tra i quali quello del ministro per la Famiglia, Eugenia Roccella, ha partecipato al tavolo “Solitudine e isolamento”.

“Questa Conferenza  – dice  Prisciandaro  – ha rappresentato non solo un momento tecnico, ma una riflessione collettiva per tradurre in azioni concrete i principi della Costituzione e della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ciò richiede una responsabilità condivisa tra famiglie, istituzioni, scuola e comunità, coinvolgendo direttamente bambine/i e ragazze/i. La solitudine e l’isolamento dei minori rappresentano una delle sfide più delicate del nostro tempo, spesso invisibile, ma con conseguenze profonde sul benessere psicosociale. Le cause sono molteplici e intrecciate: fragilità familiari, difficoltà scolastiche, uso non consapevole delle tecnologie, mancanza di luoghi sicuri di socializzazione aggravate dall’esperienza della pandemia. Per affrontare questo fenomeno  – dice la consigliera Cnoas – non bastano soluzioni parziali: è necessario un approccio sistemico che coinvolga famiglia, scuola, servizi sociosanitari e comunità locali, evitando la frammentazione degli interventi. Le famiglie vanno sostenute con servizi di prossimità che offrano spazi di confronto e reti di aiuto reciproco; la scuola deve essere valorizzata come comunità educante, capace di promuovere inclusione e benessere, anche attraverso esperienze collettive che contrastino l’isolamento. I servizi sociosanitari, dal canto loro, devono operare in maniera coordinata, attivando protocolli condivisi e strumenti innovativi per individuare precocemente situazioni di rischio. Infine, il digitale va accompagnato con percorsi educativi rivolti a ragazzi e genitori, così da trasformarlo in opportunità e non in ulteriore fattore di isolamento”.