
Fuori dal clamore mediatico e dalle notizie contingenti perché assistenti sociali e Ministero per la famiglia, la natalità, le pari opportunità, insieme, dovrebbero lavorare per la tutela e i diritti delle persone di minore età.
Un incontro, il 25 marzo, atteso dal Cnoas, tra la vicepresidente Mirella Silvani e la consigliera Erika Tognaccini delegata sul tema e la vicecapo di gabinetto della Ministra Roccella, Assunta Morresi. Un confronto realizzato all’inizio del nuovo mandato con l’obiettivo di aprire così la via per una fattiva collaborazione nei diversi dossier aperti presso il ministero, a partire dall’attuazione dei tre piani di azione nazionale adottati dall’Osservatorio di cui il Consiglio nazionale è componente.
I Piani nazionali 2025-2027 “per la famiglia”, “di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva”, “di prevenzione e contrasto all’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori”, presentano obiettivi e azioni che toccano direttamente i contesti nei quali le e gli assistenti sociali lavorano per sostenere le famiglie e i loro componenti. “Per questo – spiega la vicepresidente Silvani – abbiamo espresso alla vice capo di gabinetto la nostra volontà di seguirne l’evoluzione con attenzione mettendo a disposizione il contributo della professione. Un contributo frutto di riflessioni e approfondimenti condotti dal Cnoas insieme ai Croas e documentati in diverse pubblicazioni che abbiamo consegnato alla professoressa Morresi”.
La vice capo gabinetto Morresi ha rimarcato l’attenzione del Ministero sull’affido familiare e sul ruolo dei Centri per la Famiglia. Silvani e Tognaccini hanno ribadito la massima disponibilità dell’Ordine anche nel concorrere alla lettura dei dati che saranno disponibili in attuazione del Ddl sulla tutela dei minori in affidamento perché questi siano analizzati alla luce delle realtà dei percorsi avviati per migliorare davvero le politiche del settore.
“La campagna mediatica denigratoria dell’operato dei servizi sociali e delle e degli assistenti sociali in generale come quella che si è diffusa in questi mesi fa male alla professione, ma soprattutto alle persone che, per sfiducia, non si rivolgono proprio a chi potrebbe aiutarle e sostenerle, come è loro diritto”, ha sottolineato Silvani, evidenziando l’aumento del numero delle aggressioni, molte delle quali avvengono nell’ambito di percorsi di tutela dei minorenni – Se siamo d’accordo sull’importanza di creare fiducia nei servizi e negli operatori, riconoscendo il valore e la funzione sociale della figura dell’assistente sociale per la realizzazione delle politiche a sostegno delle famiglie e per promuovere l’affido familiare – ha concluso – . sarebbe importante che il Ministero agisse e si esprimesse in questo senso”.
La consigliera Tognaccini, ricordando il numero di 48.000 assistenti sociali, ha ribadito che la maggior parte di loro “è nei servizi pubblici e uno degli ambiti prevalenti di intervento è l’accompagniamo delle famiglie e delle persone di minore età. La ribalta mediatica di questi tempi ha raccontato di una professione che si occupa di tutela in totale isolamento, quando invece gran parte del nostro lavoro è incentrato sulla prevenzione, collaborazione ed intercettazione delle situazioni di fragilità e vulnerabilità con le altre professioni dell’intero sistema dei servizi. Siamo sentinelle delle situazioni di rischio – ha concluso – e lavoriamo in stretta connessione con le diverse istituzioni affinché il superiore interesse del bambino sia al pari del diritto dei genitori al recupero del loro ruolo genitoriale”.
