Il DM71 appena approvato si prende la scena: l’esperienza lombarda

“Salute partecipata e case della comunità” al centro del dibattito organizzato a Milano dal Croas Lombardia con il Consiglio Nazionale e la Fondazione Casa della Carità.
L’approvazione del cosiddetto DM71 ieri sera che ha avviato la riforma dell’assistenza territoriale, è stata al centro della discussione.
Le diverse esperienze di integrazione sociosanitaria del territorio lombardo sono presentate come possibile modello di applicazione della nuova norma.
“Una riforma importante, ma con aspetti di criticità. Collaboreremo per la sua realizzazione per garantire i diritti alle cure e alla continuità assistenziale, ma siamo consapevoli che servirà uno investimento maggiore sui professionisti e sulla componente sociale” ha affermato Gazzi. La delegata del Cnoas alla Salute, Mirella Silvani, ha sottolineato inoltre “Investire sul servizio sociale nel sistema salute tutela innanzitutto le persone più fragili e si riducono diseguaglianze. È dimostrato, inoltre, che l’intervento degli assistenti sociali sin dall’inizio del percorso di cura  diminuisce i rischi di ripetute ospedalizzazioni e favorisce il permanere al proprio domicilio delle persone non autosufficienti”.