I grazie a Valentina e di Valentina per la professione in cui crede

Violenza domestica, dipendenze, senza fissa dimora… L’assistente sociale Valentina, ha condiviso alcuni dei grazie ricevuti, ma ognuno ha una piccola storia difficile da sintetizzare nel video collettivo che abbiamo realizzato per il WSWD: https://www.youtube.com/watch?v=VNxb75umlR4.
Eccoli dunque:
*Alina 34 anni, arrivò in ufficio in orario di chiusura. I segni della violenza visibili nel volto e nelle braccia. Sorrise ma non aveva quasi più denti. Una storia terribile di violenza e reclusione che aveva finalmente deciso di chiudere. Cerchiamo una casa rifugio, ma non riusciamo a trovarla. Contattiamo la sorella che vive in un Paese europeo e che in brevissimo tempo rintraccia una sua conoscente a noi sconosciuta disposta ad ospitarla. Alina si fida, mi dice: “Tranquilla starò al sicuro stanotte e ci sentiamo domani”.  Lascia l’ufficio e io aspetto il giorno dopo per continuare a cercare un posto per lei. Ma l’indomani niente, non riesco a rintracciarla e non ci riesco per quattro giorni. Ma quando ero ormai convinta che fosse accaduto il peggio, le forze di sicurezza riescono a rintracciarla. Sta bene! Viene ascoltata da noi e da loro per ore e poi veloci, in casa rifugio. Ad aspettarci l’équipe, le presentazioni e le regole di base. Saluto e ringrazio, auguro buon percorso ad Alina. Sulla porta, all’uscita mi chiama “Valentina voglio abbracciarti! Grazie! Mi hai salvato la vita!”.

*Squilla il telefono “Ciao Valentina sono Giorgio, volevo dirti che in questi 8 mesi ho portato a termine i percorsi. Ti voglio ringraziare, sono riuscito a dare una svolta alla mia vita. Chissà cosa sarebbe successo se non avrei incontrato tutti voi”.

*Accompagno Michele, un ragazzo di appena 13 anni a San Patrignano, era tanto tempo fa, nel 2008. I social non avevano così tanta presenza nella nostra vita. Qualche anno fa, su messenger di Facebook mi arriva un messaggio di Michele: “Ciao, ti ricordi di me?”. Non lo avevo dimenticato, impossibile. Gli chiedo come sta, è un uomo: “Bene, sono già un po’ di anni che sono tornato a casa, ho una fidanzata e lavoro in pizzeria. Alla fine è andato tutto abbastanza bene”. Vale come grazie il fatto che mi abbia cercata?

*Il mio grazie a Donatella, morta un mese fa in una struttura di accoglienza per adulti. Viveva come una senza dimora in un garage, diceva sempre no a qualsiasi nostra proposta che la facesse uscire da quella condizione. Un giorno le chiesi cosa desiderava veramente. Mi disse: “Prendere un caffè e mangiare una pizza con qualcuno. Faccio io, ma ti devi fidare di me”. Accettai, mangiai con lei e bevemmo il caffè insieme. Donatella ha terminato i suoi anni, felice, nella struttura d’accoglienza.

Queste sono persone che restano nel mio cuore.  Hanno altri nomi, ma le loro storie sono vere, pesanti. Se loro sostengono che io abbia fatto qualcosa per loro, loro hanno fatto moltissimo per me e per l’amore che provo per questa professione in cui credo.
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Valentina Raimondo- Toscana