GUERRA: aiutiamo chi fugge e chi è in difficoltà. Raccontiamolo

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Di emergenza in emergenza planetarie, mentre la quotidianità della porta accanto o della periferia vicina non smettono di riproporre situazioni ogni volta difficili e comunque dure, dolorose, urgenti.

La professione di assistente sociale è questa ogni giorno, ma come abbiamo imparato con la pandemia che rallenta, ma non si ferma, deve riprogrammarsi rispetto all’inaspettato. Imparando, sperimentando, inventando forme nuove di approccio e intervento.

L’invasione russa dell’Ucraina, dopo i duri anni del Covid, ci vedono di nuovo in prima linea. Per aiutare chi è riuscito a fuggire dalla guerra, per accogliere bambini e ragazzi che hanno lasciato la scuola e a volte la famiglia, per sostenere chi non ha più nulla, se non il poco che è riuscito a portare con sé.

Ma a questo dramma umanitario si aggiungono le difficoltà che il conflitto porta con sé aggravando la situazione di chi già faceva fatica a mantenere una vita dignitosa. Gli aumenti di luce e gas, sì certo, ma anche di pane e pasta, biscotti e altri prodotti a base di grano, e poi carne, pesce, verdure…

Con “Le Storie” abbiamo già raccontato la quotidianità della professione che non finisce mai di essere di esempio e scambio, poi ci siamo concentrati sul Covid riuscendo anche a produrre un piccolo, ma importante libro. E oggi? Ci siamo, sì ci siamo, anche in questa emergenza. Vogliamo raccontarlo, raccontarci?

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