
Abbiamo parlato del ruolo politico del servizio sociale nella rigenerazione delle comunità all’importante 5° Convegno internazionale organizzato da Erickson lo scorso fine settimana a Trento. In un evento, molto partecipato, arricchito da presenze qualificate – che ha affrontato i temi della povertà e della grave emarginazione, dell’accoglienza e dell’intercultura, della rigenerazione urbana e del diritto all’abitare, della povertà educativa e della partecipazione giovanile, delle dipendenze e della salute mentale, della disabilità e non autosufficienza, della co-progettazione e co-programmazione di servizi sociali e sociosanitari- abbiamo condiviso uno sguardo che è insieme professionale, istituzionale, ma anche profondamente umano.
“Quando diciamo che il servizio sociale ha un ruolo politico non parliamo di appartenenza né di schieramenti – ha detto nel suo intervento la presidente Barbara Rosina – Parliamo di giustizia sociale, di dignità, di uguaglianza, di partecipazione, che è poi uno dei titoli di questa due giorni: comunità è partecipazione. Noi assistenti sociali sappiamo che le disuguaglianze crescono, che le solitudini aumentano e se non vogliamo essere schiacciati sugli interventi di recupero, dobbiamo continuare ad andare nella direzione intrapresa in questi ultimi anni di poter lavorare nell’ambito della prevenzione rinforzando i servizi, non solo con assistenti sociali, ma anche con educatori, e psicologi che adesso a pieno titolo entreranno nel sistema dei servizi di territorio”.
Rosina si è soffermata sull’importanza del lavoro collettivo e sulla qualità dell’impegno professionale: “Il lavoro di comunità – ha aggiunto – non è un lavoro di nicchia, ma si corre il rischio che la comunità venga in qualche modo evocata come una parola retorica, come qualcosa di buono, come qualcosa di buono in sé, come qualcosa da attivare perché è bene farlo. Serve, invece, uno sforzo comune per riuscire a stare nella complessità e diversità dei ruoli perché soltanto agendo insieme e con le persone – ha concluso – riusciremo a stabilire o ristabilire quel patto di fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni”.
