FORUM RISK: DM77, disabilità, riforma, integrazione sociosanitaria. Ci siamo!

“Strategie per garantire la continuità ospedale territorio: le buone pratiche”; “Dalla disabilità alla Vita Autonoma. Innovazione nell’offerta dei servizi sociosanitari con supporto delle tecnologie avanzate”; Il ruolo del professioni: formazione e nuove competenze”; “L’ integrazione possibile. Rafforzare il Servizio Sociale nella Sanità e negli Ambiti Territoriali sociali per promuovere salute”.
Anche quest’anno, con la vicepresidente Mirella Silvani, il Cnoas è al Forum Risk Management in Sanità che si chiude domani ad Arezzo.

“Nel nuovo modello organizzativo delineato dopo la pandemia che porta l’ospedale a connettersi con i servizi e le reti territoriali – ha ricordato la vicepresidente intervenendo al Forum – è stato riconosciuto il ruolo e la funzione del servizio sociale professionale che assicura l’attenzione alla dimensione personale, alle esigenze, alle preferenze, alle risorse e reti di sostegno, di chi ha bisogno di una continuità assistenziale. Non lo diciamo solo noi, lo dicono le esperienze e gli studi che monitorano l’attuazione del DM 77, nel equipe delle COT in molte Regioni e Aziende sanitarie è presente l’assistente sociale benché non sia prevista nello standard. Una presenza, insieme a quella in Ospedale che come CNOAS abbiamo sostenuto anche con un documento elaborato nel 2024 proprio sulla continuità assistenziale”.

Silvani ha anche ricordati l’impegno e la collaborazione del CNOAS con il Ministero per le disabilità e l’Osservatorio nazionale nella messa in atto della riforma e del decreto attuativo 62/2024, ponendo da subito attenzione alla formazione degli operatori. “Il cambiamento culturale, di approccio, con una formazione specifica e nuove competenze è necessario perché la riforma arrivi alle persone con disabilità e alle loro famiglie – ha detto – Lo è per noi, assistenti sociali, e per tutti coloro che sono nel sistema sociale, sociosanitario e sanitario, operatori e dirigenti. Una formazione che non si concentri e si fermi sugli strumenti e sulle scale di valutazione, ma sostenga l’approccio antioppressivo, una sfida che noi abbiamo raccolto inserendola nel nostro position paper in 10 punti”.

Insieme alla presidente del Croas Toscana, Rosa Barone, nella sessione organizzata dal SUNAS, la vicepresidente ha rimarcato la necessità dell’integrazione sociosanitaria e la piena valorizzazione del servizio professionale anche con la dirigenza, sia in sanità che negli enti locali. “Chiediamo di essere coinvolti, come professione – ha concluso – laddove si decide e si programma, perché la vera integrazione sociosanitaria si fa partendo proprio da lì”.