DISABILITA’: il lavoro e la visione al convegno e tra le persone

Il Giubileo delle persone con disabilità ci ha visti impegnati per due giorni in un convegno e tra passanti e pellegrini in via della Conciliazione. Dal palco e in strada, abbiamo raccontato il nostro lavoro e la nostra visione del “progetto di vita” che stiamo cercando di portare avanti, pur tra difficoltà, ritardi e carenze di varia natura, insieme alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Al convegno: «Noi» pellegrini di speranza” promosso dal Servizio nazionale per la pastorale delle Persone con Disabilità della CEI, la presidente Barbara Rosina ha parlato in rappresentanza di 48mila assistenti sociali, ma anche di tutte le professionalità che concorrono alla costruzione di una società inclusiva e più giusta. “Camminare insieme, accompagnare senza sostituirsi, riconoscere e valorizzare le risorse di ciascuno, collaborare…. Questo è quello che facciamo – ha detto la presidente CNOAS – Perché, come abbiamo scritto nel nostro decalogo, la disabilità non deve essere considerata un problema individuale, è una questione collettiva, politica, sociale e deve interpellare le scelte di ciascuno di noi: amministrazioni, associazioni, la società nel suo insieme”.

Rosina, dopo aver invitato ciascuna e ciascuno a  considerare l’inclusione come valore e la progettazione condivisa come metodo, ha rimandato alla lettura del Decalogo che è stato distribuito allo stand CNOAS – molto visitato –   di  via della Conciliazione. Tra gli ospiti, insieme a tante persone interessate al nostro lavoro e al nostro contributo in questo campo, il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli e l’atleta paralimpico italiano di origine cubana, Oney Tapia, specializzato nel lancio del disco e nel getto del peso.

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