Post lockdown e violenze in famiglia. Anche dei figli sui genitori. Gazzi su Dire e RS

Una ricerca inglese e il commento, con lo sguardo sull’Italia, del presidente Gianmario Gazzi sollecitato da Arianna Cioffi per l’Agenzia Dire e Redattore Sociale.

Di Arianna Cioffi
La violenza dei figli sui genitori “e’ un fenomeno che esiste anche nel nostro Paese. Era presente gia’ prima del lockdown ed e’ legato a fattori molto diversi: dalle competenze emotive degli adulti alla capacita’ degli adolescenti di esternare la conflittualita’ con i genitori. Sappiamo, ce lo dicono le ricerche, che laddove, ad esempio, si e’ cresciuti in contesti aggressivi, violenti o anche poveri da un punto di vista culturale, il fenomeno puo’ essere presente. E il lockdown ha esasperato queste situazioni”. Lo afferma Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale Ordine degli Assistenti sociali, confermando il dato emerso da una ricerca realizzata dalle Universita’ di Oxford e Manchester, pubblicata a meta’ agosto, secondo cui gli episodi di violenza dei figli sui genitori sarebbero aumentati del 70% nelle famiglie seguite dai servizi sociali inglesi. In un quadro di questo tipo “possiamo presumere, credibilmente, che ci sia stato un aumento delle violenze anche da parte di minorenni o figli adolescenti nei confronti dei genitori- prosegue Gazzi- a fronte di uno stress aumentato. Esattamente com’e’ successo con la violenza familiare o di genere”. La preoccupazione c’e’, ammette il presidente Cnoas: “Dal nostro osservatorio notiamo come siano aumentate non solo le problematiche legate a un momento di incertezza, pensiamo ai minorenni o anche alla poverta’ o all’emarginazione. Ma stiamo osservando che anche le situazioni precedentemente prese in carico dai servizi sociali stanno sviluppando degli effetti dovuti allo stress della reclusione. Ad esempio- chiarisce l’assistente sociale- a proposito della violenza: e’ ovvio che una convivenza forzata aumenti le probabilita’ che un fenomeno aggressivo si verifichi. E, va detto chiaramente, prima il lockdown e adesso l’incertezza sul futuro fanno aumentare per le persone piu’ fragili i rischi sia di ‘acting out’ dei ragazzi, sia di maggiore insicurezza da parte delle figure genitoriali nella gestione di questa situazione”. Monitorando l’evoluzione delle realta’ in condizioni di disagio a partire dai mesi di lockdown fino ad oggi, Gazzi sostiene che dal punto di vista dei servizi sociali professionali “la situazione e’ obiettivamente drammatica. Come spesso abbiamo detto, bisogna uscire da questa retorica dell’andra’ tutto bene, ne usciremo migliori, perche’ di fatto noi abbiamo visto uno scivolamento delle persone piu’ fragili verso una poverta’ obiettivamente non occasionale: chi era in condizioni di fragilita’ prima, adesso lo e’ ancora di piu’. Nella fase di lockdown, molti servizi rivolti alle persone con disabilita’, per gli anziani o per i minorenni, sono stati chiusi per un lungo periodo. Quindi una situazione che gia’ mostrava delle difficolta’ si e’ trovata a peggiorare”. Il presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali spezza poi una lancia in favore delle istituzioni e sottolinea come nel Decreto rilancio sia stata inserita “l’obbligatorieta’ di garantire la continuita’ dei servizi anche sociali, non solo sanitari. Una norma che era gia’ prevista, ma non per i casi di emergenza. Invece adesso le Regioni devono fare un piano per garantire questi servizi, tenendo conto dell’incertezza sull’evolversi della situazione”. Secondo Gazzi serve uno sguardo piu’ ampio, un programma che guardi al futuro: “Oggi abbiamo tamponato con una serie di bonus e interventi una tantum che potevano andare bene nei primi mesi, ma siamo sicuri che queste situazioni peggioreranno e col tempo aumenteranno le richieste di aiuto. O si fanno interventi strutturali con una visione che riguardi i diritti sociali o ci ritroveremo a non sapere piu’ dare risposte alle persone”.
Le difficolta’ causate dalla pandemia, sia di tipo economico che di gestione pratica dei figli, hanno provocato “un aumento costante di richieste (di aiuto ai servizi sociali, ndr) che riguardano non solo famiglie ma tutta la popolazione- spiega il presidente degli Assistenti sociali- Chi prima riusciva comunque a gestire una situazione di difficolta’, oggi si confronta con un’incertezza che riduce fortemente la capacita’, ad esempio, dei genitori di seguire adeguatamente le esigenze dei figli. Pensiamo al fatto che a breve dovrebbero riaprire le scuole e non si conoscono ancora le regole. Proviamo a metterci nei panni di un genitore, magari single, che deve organizzarsi sia con lavoro sia con la scuola e le sue regole. Questo aumenta i fattori di stress”. I servizi sociali professionali, spiega Gazzi, possono intervenire in molti modi per aiutare le famiglie che hanno difficolta’ su questo fronte. “Ad esempio- ricorda- organizzando le attivita’ del volontariato o il sostegno nell’accompagnamento a scuola dei bambini. Con le associazioni di quartiere, si organizza una modalita’ per cui i bambini possono andare a scuola senza essere per forza accompagnati da un genitore. Poi ci sono anche le attivita’ di sostegno pomeridiano realizzate col terzo settore, cosi’ come l’organizzazione di interventi di educazione domiciliare”. La figura dell’assistente sociale professionale, ricorda infine Gazzi, non e’ limitata a quello che si pensa spesso, cioe’ “la presa in carico delle singole famiglie. Il servizio sociale professionale ha questo compito importantissimo, a volte dimenticato dalle istituzioni in primo luogo, che e’ quello di creare tessuto sociale, reti di solidarieta’, di vicinato. Oggi gli assistenti sociali in Italia dovrebbero essere messi nelle condizioni di sostenere quelle reti di volontariato che si sono create proprio nel momento dell’emergenza. Pensiamo a tutte le reti di vicinato, alle aggregazioni all’interno dei condomini in cui ci si dava una mano. Se le lasciamo da sole, pian piano il tessuto sociale si depaupera, invece- conclude- dovremmo approfittare proprio della tanta solidarieta’ che abbiamo visto per rinforzarlo, perche’ nei prossimi mesi sara’ ancora piu’ necessario”.