“Per i più poveri ci sono i più precari”: Grazie a media e parlamentari

Sulle principali agenzie di stampa, sui media specializzati, con un’intervista del presidente Gianmario Gazzi ad Avvenire. Grazie all’informazione che ha raccolto la voce degli assistenti sociali. In prima fila nelle emergenze quotidiane, del Covid-19 e del post pandemia. Grazie alle onorevoli Annamaria Parente e Lisa Noja che in Parlamento sostengono la battaglia per il pieno riconoscimento del nostro impegno.

AVVENIRE

LA STAMPA

https://www.lastampa.it/economia/2020/06/13/news/la-protesta-degli-assistenti-sociali-per-i-piu-poveri-ci-sono-i-piu-precari-non-facciamo-altri-errori-1.38962932

ANSA

CZC2404/SXB XCI97560_SXB_QBXB R CRO S0B QBXB Assistenti sociali, anche senza Dpi sempre con i poveri Gazzi, ‘Dl rilancio, non facciamo altri errori dopo emergenza’ (ANSA) – ROMA, 11 GIU – “A domicilio, da casa o in ufficio, ma sempre presenti anche se con Dpi spesso insufficienti e senza alcuna indicazione di priorita’ per affrontare l’emergenza. La maggior parte degli assistenti sociali con contratti di lavoro precari lavorano in servizi dedicati alle misure di contrasto alla poverta’”: e’ questa la sintesi che arriva dall’analisi dei dati del questionario sul lavoro e la situazione degli assistenti sociali durante la fase piu’ acuta della pandemia, promossa dal Consiglio dell’Ordine degli Assistenti sociali. “Dalle risposte di 16mila dei 44mila assistenti sociali iscritti all’Ordine emergono indicazioni importanti per il futuro. Indicazioni che chi ha il compito di fare le leggi e governare il Paese non puo’ non tenere conto – dice Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti sociali – Se soltanto il 34,6% degli assistenti sociali impegnati nel contrasto alla poverta’ ha un lavoro stabile e se il 33% ha un contratto che dura meno di un anno, come possiamo intervenire in questa immane crisi? Se soltanto il 12,2% dichiara che la struttura per cui lavora sa affrontare le emergenze e dispone di piani ad hoc, come possiamo aiutare i piu’ fragili che diventano fragilissimi? Non si commettano altri errori con i decreti in approvazione: non si aumenti la precarieta’ degli assistenti sociali, si predispongano servizi che non chiudano mai: disabilita’, malattia mentale, poverta’ assoluta, solitudine totale, sono emergenze quotidiane”. I dati che emergono dal questionario, spiega una nota, dicono che gli assistenti sociali non hanno mai smesso di esserci: il 22% ha lavorato esclusivamente dal proprio domicilio; il 41,5% ha alternato il lavoro da remoto e il lavoro nella sede del servizio; il 28,4 e’ andato regolarmente in ufficio. Dicono anche, si sottolinea, che soltanto la meta’ di quelli che hanno lavorato anche a contatto diretto con le persone, nel comparto Sanita’, avesse a dispositivi di protezione individuale (DPI) sufficienti, mentre nel 49,6% dei casi ‘i Dpi non erano adeguati o non erano disponibili’. Drammatica la risposta su come si e’ affrontata l’emergenza: “quasi il 49% dei professionisti non ha avuto indicazioni utili ad orientare interventi e priorita’. Soltanto i territori gia’ colpiti in passato da crisi collettive sono riusciti a rispondere in modo piu’ tempestivo e coordinato. Soltanto il 12,2% dei rispondenti ha dichiarato che nell’organizzazione in cui lavora sono presenti assistenti sociali specializzati nel lavoro in situazioni di emergenza”. Y43-VN 11-GIU-20 12:29

ADNKRONOS

FASE 3: ASSISTENTI SOCIALI, CON DPI INSUFFICIENTI, SENZA PRIORITA’ SI ABBANDONANO I PIU’ DEBOLI =
ADN0566 7 CRO 0 ADN CRO NAZ FASE 3: ASSISTENTI SOCIALI, CON DPI INSUFFICIENTI, SENZA PRIORITA’ SI ABBANDONANO I PIU’ DEBOLI = Roma, 11 giu. (Adnkronos/Labitalia) – A domicilio, da casa o in ufficio, ma sempre presenti anche se con dispositivi di protezione individuale spesso insufficienti e senza alcuna indicazione di priorità per affrontare l’emergenza. La maggior parte degli assistenti sociali con contratti di lavoro precari lavorano in servizi dedicati alle misure di contrasto alla povertà: è questa la sintesi che arriva dall’analisi dei dati del questionario sul lavoro e la situazione di questi professionisti durante la fase più acuta della pandemia. ”Dalle risposte di 16mila dei 44mila assistenti sociali iscritti all’Ordine -dice Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti sociali – emergono indicazioni importanti per il futuro. Indicazioni che chi ha il compito di fare le leggi e governare il Paese non può non tenere conto. Se soltanto il 34,6% degli assistenti sociali impegnati nel contrasto alla povertà ha un lavoro stabile e se il 33% ha un contratto che dura meno di un anno, come possiamo intervenire in questa immane crisi?”. “Se soltanto il 12,2% – si chiede ancora – dichiara che la struttura per cui lavora sa affrontare le emergenze e dispone di piani ad hoc, come possiamo aiutare i più fragili che diventano fragilissimi? Non si commettano altri errori con i decreti in approvazione: non si aumenti la precarietà degli assistenti sociali, si predispongano servizi che non chiudano mai: disabilità, malattia mentale, povertà assoluta, solitudine totale, sono emergenze quotidiane”. (segue) (Lab/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 11-GIU-20 12:17

FASE 3: ASSISTENTI SOCIALI, CON DPI INSUFFICIENTI, SENZA PRIORITA’ SI ABBANDONANO I PIU’ DEBOLI (2) =
ADN0567 7 CRO 0 ADN CRO NAZ FASE 3: ASSISTENTI SOCIALI, CON DPI INSUFFICIENTI, SENZA PRIORITA’ SI ABBANDONANO I PIU’ DEBOLI (2) = (Adnkronos/Labitalia) – I dati che emergono dalle risposte al questionario dicono gli assistenti sociali non hanno mai smesso di esserci: il 22% ha lavorato esclusivamente dal proprio domicilio; il 41,5% ha alternato il lavoro da remoto e il lavoro nella sede del servizio; il 28,4 è andato regolarmente in ufficio. Dicono anche che soltanto la metà di quelli che hanno lavorato anche a contatto diretto con le persone, nel comparto sanità, avesse a dispositivi di protezione individuale sufficienti, mentre nel 49,6% dei casi ‘i DPI non erano adeguati o non erano disponibili’. Drammatica la risposta su come si è affrontata l’emergenza: quasi il 49% dei professionisti non ha avuto indicazioni utili ad orientare interventi e priorità Soltanto i territori già colpiti in passato da crisi collettive sono riusciti a rispondere in modo più tempestivo e coordinato. Soltanto il 12,2% dei rispondenti ha dichiarato che nell’organizzazione in cui lavora sono presenti assistenti sociali specializzati nel lavoro in situazioni di emergenza. “Le misure adottate – ricorda Gazzi – per far fronte alla pandemia sanitaria hanno comportato sfide che non conoscono precedenti nella storia del Paese. Per la prima volta le scelte per il contenimento del contagio hanno implicato la necessità di mantenere il distanziamento fisico dalle persone, sfidando dunque le modalità ordinarie e l’utilizzo di alcuni degli strumenti cardine del servizio sociale. Non dobbiamo, non possiamo permetterci di ritrovarci a mani nude contro i disastri. E purtroppo il Covid-19 ha soltanto aggravato una situazione già difficilissima”. (Lab/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 11-GIU-20 12:17

– DIRE

DIR0910 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT DL RILANCIO. GAZZI (ASSISTENTI SOCIALI): PER I PIÙ POVERI I PIÙ PRECARI (DIRE) Roma, 11 giu. – La maggior parte degli assistenti sociali con contratti di lavoro precari lavorano in servizi dedicati alle misure di contrasto alla poverta’: e’ questa la sintesi che arriva dall’analisi dei dati del questionario sul lavoro e la situazione di questi professionisti durante la fase piu’ acuta della pandemia. “Dalle risposte di 16mila dei 44mila assistenti sociali iscritti all’Ordine emergono indicazioni importanti per il futuro. Indicazioni che chi ha il compito di fare le leggi e governare il Paese non puo’ non tenere conto – dice Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti sociali – Se soltanto il 34,6% degli assistenti sociali impegnati nel contrasto alla poverta’ ha un lavoro stabile e se il 33% ha un contratto che dura meno di un anno, come possiamo intervenire in questa immane crisi? Se soltanto il 12,2% dichiara che la struttura per cui lavora sa affrontare le emergenze e dispone di piani ad hoc, come possiamo aiutare i piu’ fragili che diventano fragilissimi? Non si commettano altri errori con i decreti in approvazione: non si aumenti la precarieta’ degli assistenti sociali, si predispongano servizi che non chiudano mai: disabilita’, malattia mentale, poverta’ assoluta, solitudine totale, sono emergenze quotidiane”. I dati che emergono dalle risposte al questionario dicono gli assistenti sociali non hanno mai smesso di esserci: il 22% ha lavorato esclusivamente dal proprio domicilio; il 41,5% ha alternato il lavoro da remoto e il lavoro nella sede del servizio; il 28,4 e’ andato regolarmente in ufficio. Dicono anche che soltanto la meta’ di quelli che hanno lavorato anche a contatto diretto con le persone, nel comparto Sanita’, avesse a dispositivi di protezione individuale (DPI) sufficienti, mentre nel 49,6% dei casi ‘i DPI non erano adeguati o non erano disponibili’. Drammatica la risposta su come si e’ affrontata l’emergenza: quasi il 49% dei professionisti non ha avuto indicazioni utili ad orientare interventi e priorita’ Soltanto i territori gia’ colpiti in passato da crisi collettive sono riusciti a rispondere in modo piu’ tempestivo e coordinato. Soltanto il 12,2% dei rispondenti ha dichiarato che nell’organizzazione in cui lavora sono presenti assistenti sociali specializzati nel lavoro in situazioni di emergenza. “Le misure adottate per far fronte alla pandemia sanitaria hanno comportato sfide che non conoscono precedenti nella storia del Paese – conclude Gazzi – . Per la prima volta le scelte per il contenimento del contagio hanno implicato la necessita’ di mantenere il distanziamento fisico dalle persone, sfidando dunque le modalita’ ordinarie e l’utilizzo di alcuni degli strumenti cardine del servizio sociale. Non dobbiamo, non possiamo permetterci di ritrovarci a mani nude contro i disastri. E purtroppo- conclude – il Covid-19 ha soltanto aggravato una situazione gia’ difficilissima”. (Com/Rai/ Dire) 12:37 11-06-20

DIR3088 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT CORONAVIRUS. IV: SOSTENERE ASSISTENTI SOCIALI (DIRE) Roma, 11 giu. – “Raccogliamo l’appello del presidente dell’ordine degli assistenti sociali Gianmario Gazzi per non ripetere gli stessi errori fatti durante le settimane di emergenza da Coronavirus. Dall’indagine tra gli assistenti sociali emerge che circa il 50 per cento ha continuato a lavorare senza dispositivi di protezione individuali e in condizioni difficili. Molti assistenti sociali hanno contratti a termine e aiutano le persone piu’ fragili, a cominciare dalle condizioni di disagio sociale. Dobbiamo aiutare chi cura e dopo l’esperienza drammatica del Covid e’ ancora di piu’ nostro dovere farlo. Continueremo a impegnarci in parlamento per la stabilizzazione degli assistenti sociali, per creare piani solidi di emergenza affinche’ non possa piu’ ripetersi la chiusura totale di servizi di assistenza essenziali o con assistenti sociali senza protezioni per stare vicino a che ha bisogno di aiuto”. Cosi’ in una nota le parlamentari di Iv Annamaria Parente e Lisa Noja. (Rai/ Dire) 18:29 11-06-20

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