Braccianti e povertà in aumento: il Cnoas sui media

La consigliera  Maria Concetta Storaci e il presidente Gianmario Gazzi, rispondono ai giornalisti e commentano i fatti di questi drammatici giorni.

Dalla regolarizzazione degli immigrati che lavorano in agricoltura, all’aumento della povertà e dei rischi per la tenuta sociale, ecco quello che i media hanno detto di noi:

Neifatti.it

Vita.it

Redattore Sociale

AGENZIA DIRE

POVERTA’. ASSISTENTI SOCIALI: “SITUAZIONE GRAVISSIMA, SERVE STRATEGIA DI MEDIO PERIODO” Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gazzi: “I sussidi non bastano, non abbiamo piu’ donne, uomini e risorse per rispondere al grido di aiuto. A leggere le prime proposte su quello che da ‘decreto Aprile’ e diventato ‘decreto Maggio’ siamo sconcertati” (RED.SOC.) ROMA – “Qual e’ la strategia, qual e’ il disegno per arginare l’epidemia di poverta’ e della crisi sociale che e’ sotto i nostri occhi? La Caritas parla di un piu’ 100% di richieste d’aiuto, i dati Inps confermano un incremento di 100 mila domande per il Reddito di Cittadinanza. In queste settimane gli assistenti sociali e gli operatori sociali in tutti i comuni hanno lavorato 15 ore al giorno per garantire i servizi precedenti e l’aiuto straordinario, sabati e domeniche compresi. Cosa ci sara’ nel nuovo decreto? Il Governo ha capito che servono si’ i bonus e il REM, ma non possiamo sbrigarcela con il solito meccanismo del sussidio?”. Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, a un mese dall’allarme per il rischio di uno “bomba sociale”, torna a chiedere all’Esecutivo una strategia di medio periodo per intervenire sugli strascichi drammatici del Covid-19. “Intere fasce di popolazione stanno rovinosamente precipitando verso la poverta’ – aggiunge – senza parlare degli anziani rimasti soli, dei bambini ai quali e’ stato negato qualsiasi supporto educativo, alle famiglie che devono ricominciare a lavorare o a riaprire la propria attivita’ e non sanno a chi chiedere aiuto per la gestione delle incombenze di assistenza a un congiunto (uso volutamente questa parola) che e’ isolato da tempo. Voglio ricordare, che nemmeno prima andava benissimo, ma che siamo andati avanti garantendo sempre tutto quanto, anche gli interventi senza protezioni con assistenti sociali ammalati o ricoverati. Ma nel leggere le prime proposte, anticipate dai media su quello che da ‘decreto Aprile’ e diventato ‘decreto Maggio’, siamo sconcertati: ci si limita a prevedere 90 milioni di fondo aggiuntivo, una miseria: lo 0,1% dei 55 miliardi previsti. La beffa e’ che dentro questa cifra ci sono tutti i servizi, non solo gli assistenti sociali. Per di piu’ con il meccanismo dei bandi progettuali, che significa erogarli a fine anno. Non un euro, di fatto, per la coesione sociale”. “Non abbiamo piu’ donne, uomini e risorse per rispondere al grido di aiuto. Non si puo’ pensare di gestire un’epidemia sociale con mezzi ordinari, gia’ precari e fragili – conclude -. Basta paternalismo. Servono subito personale e risorse. Senza se e senza ma”.