Assistenti sociali, 3 su 20 hanno subito aggressioni fisiche Gazzi, segnalazioni su sito anche ad agosto per effetto Bibbiano

(fonte: Agenzia Ansa)

(ANSA) – ROMA, 17 SET – Il 90% degli assistenti sociali italiani e’ stato vittima di aggressioni verbali. Sono stati maledetti o minacciati di comportamenti ritorsivi. E 3 su 20 hanno subito una forma di aggressione fisica. Uno su dieci ha subito danni a beni o proprieta’, piu’ di un terzo teme per se’ o per la propria famiglia. Le vittime sono per lo piu’ donne, che rappresentano la gran parte delle operatrici.

Lo hanno ricordato Silvana Mordeglia presidente della Fondazione degli Assistenti Sociali (Fnas) e Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’ordine degli Assistenti Sociali (Cnoas) durante un convegno alla Camera dei Deputati presentando il volume: “La violenza contro gli assistenti sociali in Italia” che riporta i risultati di una ricerca, con dati riferiti al 2017, realizzata su oltre 20 mila assistenti sociali. “Questo volume – ha spiegato la presidente della Fondazione Nazionale Assistenti Sociali Silvana Mordeglia – e’ la sintesi di una ricerca, la seconda a livello mondiale sull’argomento, sulla rilevazione del fenomeno della violenza nei confronti degli assistenti sociali in Italia. Una ricerca che coinvolto piu’ di 20 mila colleghi e quindi piu’ della meta’ dei professioni che esercitano la professione nel nostro paese. Il quadro che emerge e’ davvero preoccupante.

Il motivo per cui le persone si arrabbiano e’ collegato molto spesso all’idea di poter accedere a servizi che erogano prestazioni economiche e invece non ci sono risorse per poterlo fare”.

Per il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali Gianmario Gazzi, e’ “importante prevenire il fenomeno, garantendo da un lato la sicurezza ma anche i diritti dei cittadini che se frustrati aumentano sicuramente il rischio di aggressioni.

La proposta migliore e’ quella di dotare tutte le organizzazioni di sufficiente risorse sia di personale, sia di servizi a favore della popolazione”. Secondo Gazzi, la violenza nasce per “la differenza tra le aspettative che hanno le persone e i servizi che effettivamente ci sono.

L’esempio piu’ facile e’ quello degli anziani. Come cittadino mi viene detto che c’e’ l’integrazione sociosanitaria, l’assistenza domiciliare, i centri diurni poi vado al Comune e quel servizio li’ non c’e’ proprio o non e’ all’altezza, perche’ parliamo di pochissimi posti per numeri enormi di persone. Contro chi scarico questa frustrazione? Con chi mi trovo di fronte.

Altro esempio e’ il reddito di cittadinanza. Se io racconto a tutte le persone che avranno 780 euro di reddito di cittadinanza sapendo che c’e’ un parametro sui redditi che lo abbassa, chi e’ che dira’ al cittadino che non avra’ 780 ma 200? Con chi si arrabbia la persona?

Con chi ha di fronte, quindi il problema spesso nasce dalle promesse che vengono fatte, anche in modo incauto per propaganda e quella che e’ la realta’ dei servizi. La battaglia degli assistenti sociali e’ una battaglia che in realta’ garantisce i diritti dei cittadini: perche’ piu’ diritti per i cittadini, piu’ servizi adeguati, vuol dire meno aggressioni”. Anche le segnalazioni sul sito dell’ordine, servizio attivo dallo scorso marzo, sono aumentate: c’e’ una segnalazione al giorno di aggressioni o minacce. “Diciamo che il dato rimane costante dall’inizio della rilevazione – ha concluso Gazzi – tenuto conto che ad agosto molti servizi erano chiusi, per l’effetto Bibbiano, noi abbiamo mantenuto un numero costante anche ad agosto, quando di solito c’e’ un calo”.(ANSA). DE 17-SET-19 14:49