Contro discriminazione e violenza di genere con Libellula e gli esperti di GREVIO

In Parlamento con la Fondazione Libellula per sostenere le donne in difficoltà e per promuovere rispetto e benessere e contrastare ogni discriminazione di genere. Alla presidenza del Consiglio, in audizione da GREVIO (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence), il gruppo di esperti indipendenti che ha il compito di vigilare e valutare, attraverso rapporti periodici forniti dagli Stati, le misure adottate dalle parti contraenti in applicazione della Convenzione di Istanbul.
Una giornata istituzionale, quella del 24 ottobre, una giornata lì dove si fanno le leggi, lì dove si governa il Paese. Una giornata con un solo tema dominante: le discriminazioni e le violenze di genere, nella vita quotidiana, nel lavoro, nelle mura domestiche.
Con la consigliera nazionale Enza Fichera – delegata su violenza di genere ,lgbt+, rifugiati, migranti e diritti umani – la presidente Barbara Rosina ha preso parte, intervenendo, a due eventi importanti che hanno impegnato ieri i luoghi della Camera dei Deputati e la Presidenza del Consiglio.
“La violenza di genere si contrasta ogni giorno e in ogni luogo e soltanto l’attenzione, la prevenzione, le reti, potranno fare la differenza – ha detto Rosina parlando alla cerimonia di chiusura del Percorso Ambassador 2024 di Fondazione Libellula che ha creato il primo network italiano di aziende impegnate a prevenire e contrastare la violenza di genere e ogni forma di discriminazione – Grazie dunque alla Fondazione e ai futuri ambasciatori che sapranno portare fuori dalle 66 aziende che hanno partecipato al progetto, a chi poi potrà agire per e con le vittime, le voci e le situazioni che potrebbero essere sottovalutate o insabbiate. Noi assistenti sociali – ha aggiunto – lavoriamo ogni giorno per sostenere le donne in difficoltà, promuovere il rispetto e la dignità. Ma soltanto insieme potremmo davvero cambiare le cose”.
L’Italia è stata tra i primi Paesi europei a ratificare, il 27 giugno 2013, con la legge 77, la Convenzione di Istanbul che obbliga gli Stati firmatari a prevenire il verificarsi delle violenze contro le donne, con misure che ridefiniscano i ruoli tradizionali e contrastino gli stereotipi che rendono accettabile la violenza di genere.

“Abbiamo consegnato un nostro documento – spiega la presidente Cnoas – rispondendo alle domande degli esperti indipendenti. E pur elencando progressi fatti di norme e indagini: legge contro il femminicidio, Codice rosso, commissioni d’inchiesta, dobbiamo sottolineare che la prevenzione contro la violenza o gli strumenti o i servizi di supporto alle donne in difficoltà, sono ben lontani dall’essere realizzati. La logica esclusivamente punitiva non porta lontano se non ci sono i luoghi: servizi pubblici territoriali, centri antiviolenza, case rifugio, consultori e le persone che proteggano, sostengano, aiutino prima durante e dopo”.