Con Fnopo un progetto sulle maternità fragili

“Nella vita delle persone salute, sociale e sanitario sono intrecciati. Lo diciamo da tempo, lo pratichiamo ogni giorno di più e, insieme alle professioni sanitarie, stiamo conducendo una battaglia quotidiana affinché anche la politica, i decisori, si convincano e operino in questo senso. Il nostro intervento qui al vostro quarto congresso,  insieme agli altri professionisti della salute, è un passaggio ulteriore che si arricchirà formalmente con l’avvio di un progetto sul tema delle maternità fragili”.

La vicepresidente Cnoas e responsabile Salute, Mirella Silvani, ha partecipato a Firenze al IV Congresso della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica,  annunciando, insieme alla presidente FNOPO, Silvia Vaccari, il progetto sulle maternità fragili al quale sono invitati a partecipare anche gli altri Ordini della Consulta delle professioni sanitarie che deve sempre più aprirsi alle professioni sociosanitarie.

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“Non possiamo fermarci a commentare le drammatiche  vicende che arrivano sui giornali, in TV e sui social: gli infanticidi, gli omicidi/suicidi di mamme con il loro bambini, i neonati abbandonati – ha detto Silvani –  Queste tragedie che diventano di pubblico dominio,  sono originate, spesso, da situazioni di sofferenza di grave malessere che possono e devono essere viste prima. Noi, quali rappresentanti degli Ordini dobbiamo saper cogliere ciò che ci arriva dagli professionisti impegnati tutti i giorni in situazioni sempre più complesse, nelle quali i cambiamenti demografici e sociali determinano nuove fragilità”.

“Ostetriche e assistenti sociali  – ha aggiunto – sono alleati nel mettere al centro la prevenzione e il sostegno alla donna, alla maternità, alla genitorialità, lo siamo nei nostri percorsi nascita, nei progetti per la promozione dell’allattamento, per l’ accompagnamento in menopausa. Lo siamo anche nell’affrontare il tema della violenza di genere e il malessere delle donne. Possiamo fare molto insieme – ha concluso –  consapevoli delle competenze e specificità di ciascuna professione, ma capaci di rompere gli steccati che ancora a volte poniamo a difesa di confini che ostacolano le migliori risposte per la salute delle persone”.