
Con la consigliera nazionale Carmela Francesca Longobardi, abbiamo partecipato alla conferenza stampa di lancio della campagna “1000 Buoni Giorni. Salute, cura e diritti per bambine, bambini e famiglie” di CittadinanzAttiva, organizzazione di tutela civica dei diritti dei cittadini attiva da oltre quarant’anni, per promuovere la salute, la cura e i diritti di bambine, bambini e famiglie fin dai primi giorni di vita.
“Condividiamo il punto di partenza della campagna che muove da un’evidenza scientifica consolidata: il periodo che va dal concepimento ai due anni di vita è la finestra più decisiva per intervenire sui determinanti futuri di salute, sviluppo neurocognitivo, benessere relazionale e riduzione delle disuguaglianze – dice Longobardi – Da sempre e a qualsiasi livello sosteniamo la necessità di costruire una rete nazionale di soggetti esperti, istituzionali e civici capace di tradurre questa evidenza in politiche, servizi e accompagnamento concreto alle famiglie, con uno sguardo particolare alle fragilità e alle aree interne del Paese, dove nascere fa ancora troppa differenza”.
La presidente Cnoas, Barbara Rosina sottolinea: “Nascere in un luogo anziché in un altro, in una famiglia piuttosto che in un’altra – aggiunge Rosina – , non dovrebbe determinare le opportunità di sviluppo di una persona, eppure ancora lo fa. È una violazione sostanziale del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano il pieno sviluppo della persona. Farlo richiede volontà politica, risorse certe e politiche pubbliche capaci di tenere insieme salute, welfare e territorio”.
“Nei primi mille giorni le famiglie attraversano un momento delicato, in cui i neogenitori stanno costruendo il loro ruolo e hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti – conclude Longobardi – Questo significa garantire loro la possibilità concreta di scegliere asili nido, servizi educativi, spazi di socializzazione, percorsi di cura, senza che il reddito diventi un ostacolo. Significa costruire comunità educanti capaci di offrire a tutti i bambini e a tutte le bambine le stesse opportunità di crescita e partecipazione alla vita sociale. Perché le esperienze che si fanno (o che non si possono fare) in questi anni segnano in modo duraturo la crescita di ogni persona. Come assistenti sociali, tra mille difficoltà, lavoriamo per questo”.
