RdC: “Dibattito stupefacente, altro che metadone! Rilanciamo il modello Rei”

Gazzi: basta polemiche, elenco di cose da fare noto da sempre

“Da una parte la difesa ad ogni costo, dall’altra la demolizione con dichiarazioni che servono soltanto a fare titolo. In mezzo…il nulla. Mentre la povertà non è stata abolita, né è stato trovato lavoro a chi non l’aveva. L’elenco di cose da fare per migliorare il Reddito di Cittadinanza è lì fin da quando la misura è stata decisa, ma visto il dibattito politico – questo sì stupefacente – l’unico obiettivo sembra quello di colpire una misura di Welfare di cui il Paese non può fare a meno. Perché i poveri c’erano e ci sono. E perché spesso, come sosteniamo da sempre, non è la mancanza di lavoro a determinare la condizione d’indigenza, ma biografie pesantissime e norme punitive come quella che permette la percezione del RdC soltanto agli stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni”.
Il presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, rilancia il modello REI e attacca la polemica politica “alla sola ricerca di visibilità, non di soluzioni”.
“RdC uguale a metadone e non provvedimento di sviluppo…Non se ne può più di sentire dichiarazioni come queste che mostrano una totale ignoranza delle condizioni dei più fragili. Per mettere in campo provvedimenti di sviluppo bisogna attuare politiche attive del lavoro, vigilare perché non si facciano contratti da fame, combattere la precarietà e il lavoro nero. Per sostenere chi è povero, bisogna investire nei servizi e far sì che ogni situazione sia valutata per quello che è, senza criminalizzare chi per mille ragioni resta indietro. C’è qualcuno che vuole farlo davvero? – si domanda Gazzi, concludendo – o vogliamo continuare a riempire media vecchi e nuovi di titoli ad effetto?”