Gazzi alla presentazione del Rapporto 2019 sulla professione di assistente sociale nelle Marche

Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”. Prendo in prestito questa frase di Luigi Einaudi, rivolta ai legislatori, soltanto per dire che questa scrupolosa indagine dovrebbe permettere a noi che abbiamo responsabilità nell’Ordine, ma soprattutto alla politica, dal territorio al governo, di fare le scelte migliori su tutti i soggetti fragili del nostro Paese e su noi che con il nostro lavoro quotidiano abbiamo il compito di aiutarli o di attenuare i disagi”.

Lo ha detto Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali (Cnoas), partecipando ad Ancona alla presentazione del rapporto 2019 sulla Professione di Assistente Sociale nelle Marche disposta dall’Ars regionale con la collaborazione del CROAS Marche e di tutte/i le/ i professionisti che hanno partecipato.

“La ricerca mostra l’esigenza di stabilità degli assistenti sociali – ha spiegato – Se cambiano continuamente i riferimenti, le persone – i minori, le famiglie, gli anziani, i disabili, le donne e gli uomini con dipendenze di vario genere… – non possono accedere ai loro diritti. Qui nelle Marche, in una tra le migliori Regioni dal punto di vista della quantità e qualità dei servizi, ripropongo il nostro impegno per la riforma dell’Ordine per avere assistenti sociali più preparati a intervenire in ogni situazione di marginalità. Infine è necessario che, come in altri territori, la nostra competenza sia riconosciuta accedendo alla dirigenza: dal comuni alla sanità.