“Colmare la distanza tra formazione e professione”. Confronto con MLPS e MUR

“Come assistenti sociali continuiamo a segnalare che non vi è piena corrispondenza tra mondo del lavoro e formazione. L’iter universitario, e lo diciamo insieme ad altri ordini e federazioni, deve essere ripensato perché non risulta al passo con i tempi e con i cambiamenti”.
Nell’ambito di un percorso di confronto per rafforzare il legame tra il sistema universitario, le professioni e il mercato del lavoro avviato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, la presidente Barbara Rosina ha partecipato ad un incontro con il ministro Marina Calderone, il ministro  Anna Maria Bernini, i Capi di Gabinetto e i funzionari dei due dicasteri al quale sono stati invitati gli Ordini e le Federazioni aderenti a Professioni italiane e da una rappresentanza della Conferenza dei Rettori delle Università (CRUI).
Obiettivo della riunione era avviare una riflessione congiunta sulla necessità che i percorsi della formazione accademica e il mondo del lavoro si incrocino in modo sempre più efficace per favorire un migliore allineamento.
“E’ necessario definire chiaramente le competenze di chi consegue il titolo di laurea triennale e magistrale, introdurre elenchi speciali e definire specializzazioni anche con la presenza di master e scuole di alta formazione che si occupino degli aspetti di management e dei fenomeni che caratterizzano la nostra società – ha detto Rosina nel suo breve intervento, completato da una memoria lasciata ad entrambi i ministeri – Bisogna investire in dottorati e nella ricerca con l’individuazione di dipartimenti o settori di servizio sociale, definire criteri omogenei per l’organizzazione dei tirocini curriculari, rivedere le regole di accesso all’esame di Stato per garantire che esso sia riservato a chi ha completato un percorso formativo specificamente orientato al servizio sociale, comprendente sia la laurea triennale (L-39), che la laurea magistrale (LM-87)”.

“La nostra professione – ha continuato Rosina – non si limita al ‘contrasto del disagio sociale’ e ancor meno si riduce a un ‘trattamento socio-assistenziale’ com’è scritto nella declaratoria inserita nei decreti del 2023 già criticata nel documento di posizione della SocISS. Se, come pensiamo noi e com’è negli obiettivi di governo, la presenza del servizio sociale è strategica, bisogna che anche la declaratoria suggerisca letture alternative degli obiettivi della formazione degli assistenti sociali”.

La presidente Cnoas ha ringraziato per l’incontro ed ha apprezzato la volontà espressa dal Governo di una responsabilità collettiva e condivisa – e non solo degli organismi di rappresentanza – per garantire ai cittadini professionisti competenti e affidabili.

“Come sempre diamo la nostra collaborazione – ha concluso – ma ora attendiamo la convocazione di tavoli di lavoro perché dall’analisi dei problemi e dalle promesse di intervento si passi rapidamente ai fatti”.