
Il Consiglio nazionale è a Catania, dove ha patrocinato la Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio Sociale (CIRSS) dedicata, quest’anno, alla professoressa Marilena Dellavalle, scomparsa recentemente, assistente sociale, docente universitaria e studiosa che ha segnato profondamente lo sviluppo del servizio sociale italiano e della sua cultura scientifica. Ieri la cerimonia d’inaugurazione durante la quale ha preso la parola la presidente nazionale, oggi la partecipazione al simposio organizzato insieme a Fnas e al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla supervisione.
“La ricerca di servizio sociale in questi ultimi 10 anni ha fatto tantissima strada – ha detto Barbara Rosina – e parallelamente tanta strada l’abbiamo fatta anche noi. La ricerca è fondamentale perchè ci fa alzare la testa dalla quotidianità, ci fa posare lo sguardo su quello che è la nostra professione e sui fenomeni di cui ci occupiamo, ci aiuta ad essere più competenti, trasforma le nostre intuizioni in approfondimenti e indagini che attraverso il contributo di tanti colleghi e colleghe strutturati in università, professionisti che conoscono bene la disciplina di servizio sociale, possono fornirci dati e indicazioni corretti dal punto di vista metodologico, ci fornisce gli strumenti per comprendere e migliorare il mondo che ci circonda”.
Tanti gli applausi che hanno interrotto il breve intervento all’inaugurazione della Conferenza durante il quale la presidente Rosina ha richiamato chi era presente e chi era collegato online alla responsabilità: “La nostra è una professione fondamentale per il benessere soprattutto delle persone più fragili e meno difese – ha detto – Rifiutiamo generalizzazioni e attacchi interessati, ma tutti sbagliano e possiamo sbagliare anche noi. Se succede dobbiamo dircelo e non abbassare lo sguardo, perché ogni errore che facciamo è un errore di troppo”.
Oggi la Presidente Rosina ha moderato il simposio sulla Supervisione: “La supervisione non è un controllo su di noi – ha detto – ma uno strumento di crescita professionale, tutela il nostro benessere e ci aiuta ad essere migliori nel nostro impegno verso le persone e le comunità. Il percorso avviato quattro anni fa con l’introduzione del LEPS supervisione, ha già prodotto risultati importanti, ma rappresenta solo una tappa di un cambiamento più ampio che richiede continuità, investimenti e responsabilità condivise. Per questo continueremo a lavorare al fianco del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Fondazione Nazionale degli Assistenti Sociali, affinché la supervisione e la qualità professionale diventino patrimonio stabile del sistema dei servizi. Perché ogni cittadina e ogni cittadino ha diritto a incontrare professionisti preparati e organizzazioni capaci di accompagnare con competenza, rispetto e attenzione ogni percorso di aiuto”.
La conferenza si concluderà domani.
