BORDIGHERA E NO SOLO: su Canale 5 ripetiamo: “Nessuno guardi altrove”

Dolore e partecipazione umana per una nuova vicenda che colpisce chi non può difendersi dagli adulti senza l’aiuto degli adulti. Fermezza nel riaffermare il ruolo del servizio sociale a salvaguardia dei più deboli, a partire da bambine e bambini.  Nessun giudizio o particolare sul caso perché, come dice il Codice Deontologico: “La riservatezza e il segreto professionale sono un diritto primario della persona assistita e un dovere dell’assistente sociale”.
La consigliera nazionale, Valentina Prisciandaro interviene a “Morning news” su Canale 5 che si occupa di Beatrice, la bimba di due anni trovata morta a Bordighera lo scorso febbraio dopo quelli che gli inquirenti descrivono come “abusi atroci” dei quali sono accusati la madre e il suo compagno.

“Questa tragedia mi ha fatto tornare indietro negli anni a Diana, 16 mesi, lasciata sola per sei giorni e morta di fame e di sete – ha esordito Prisciandaro – Allora, come oggi, senza puntare il dito, perché noi non lo facciamo mai, dovremmo tutti farci una domanda: può essere che nessuno si sia accorto di quello che succedeva dietro quella porta chiusa? Torniamo a dire che, ferma restando la responsabilità professionale di chi è chiamato a intervenire, perché ci sia l’intervento del servizio sociale o delle istituzioni che hanno un ruolo di protezione, di intervento, queste devono essere attivate”.

Inevitabile lo scivolamento della discussione  tra gli ospiti della trasmissione sulla vicenda abruzzese che da mesi occupa i media e che ha visto nel mirino assistenti sociali di varie regioni italiane: “Ho ascoltato paragoni che non condivido – ha spiegato la consigliera nazionale – Mi occupo per lavoro e nell’Ordine del tema famiglie e minori e ribadisco che, con e senza maltrattamenti visibili, l’obiettivo è sempre il benessere psico-fisico di bambine e bambini, di adolescenti, di chi non sa come difendersi anche da chi dovrebbe proteggerli e amarli. Comunque, sul caso richiamato, hanno parlato i giudici. A ciascuno il suo”.

Un ultimo richiamo da parte di Valentina Prisciandaro: “Non facciamo finta di niente, non giriamo lo sguardo da un’altra parte. I palloncini bianchi o la ricerca del colpevole, dopo, non salveranno la vita di altre Diana o Beatrice…La responsabilità è anche collettiva, ricordiamocene”.

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