
“Le e gli assistenti sociali italiani sono quasi 48mila, oggi, con una sentenza di primo grado, si mette un primo punto sugli affidi di Bibbiano, una vicenda che ha cercato di cancellare il valore di professionisti necessari alla tenuta del Paese. Tre assoluzioni e due condanne, una delle quali comprende anche il risarcimento dell’ Ordine che si era costituito parte civile per difendere la dignità e la credibilità della professione, non per emettere un giudizio anticipato, né prendere le distanze da colleghi ancora sotto indagine. Chi ha strumentalizzato, chi ha cercato di lucrare politicamente, chi ha diffuso false notizie, chi ha condannato prima della Giustizia, se ne vergogni, chieda scusa.
Oggi, con il pronunciamento del Tribunale, non festeggiamo né prendiamo le distanze. Prendiamo atto. A chi ha cercato di delegittimare il nostro lavoro, diciamo che le scorciatoie ideologiche e gli attacchi generalizzati non fanno bene a nessuno, soprattutto alle persone che si rivolgono ai servizi per essere aiutate.
Alla politica, alle istituzioni e all’opinione pubblica chiediamo di distinguere tra responsabilità individuali e una professione che ogni giorno, spesso in silenzio, garantisce diritti e coesione sociale. Questo è il tempo della responsabilità, non delle semplificazioni. E noi, come Ordine siamo, continueremo a prenderci questa responsabilità fino in fondo”.
Così la presidente dell’Ordine Assistenti Sociali, Barbara Rosina.
