“Basta diffamarci. Dopo ‘il bosco’ partono quattro querele”

Un avvocato, un giornalista,  una… influencer  e il quotidiano che le ha offerto lo spazio per insultare senza alcun contraddittorio, un cittadino che invia minacce personali. La vicenda di Palmoli e non solo, ha ridato voce a chi non ha tratto alcun insegnamento dai riscontri giudiziari di Bibbiano, a chi insulta per un voto, un like, un applauso.

E allora, ecco quattro querele. Durante l’ultima riunione del Consiglio del 2025, svolta lo scorso sabato 13 dicembre, è stato deciso di dare mandato ai legali dell’Ordine di querelare chi insulta su YouTube, chi lo fa su un giornale solito ad attaccarci, un giornalista ospite di una trasmissione tv che però si dissocia. E un cittadino che la presidente Cnoas, minacciata personalmente, querela direttamente e a proprie spese come Barbara Rosina.

“Lo abbiamo detto e ripetuto ad ogni occasione: non avremmo mai più permesso a nessuno di infangare la nostra professione, non avremmo mai più taciuto di fronte a chi usando il proprio potere mediatico, la propria posizione sociale o politica, i social come i vecchi mezzi di comunicazione avrebbe accusato senza alcun prova 48mila assistenti sociali – dice Rosina –  Questa iniziativa non ha nulla a che vedere con la libertà di critica e di opinione, sale della democrazia che difendiamo ogni giorno.  Libertà che esercitiamo senza mai offendere, additare, screditare. Incoraggiati dai nostri legali che hanno riscontrato  espressioni pubbliche gravemente offensive della nostra categoria professionale che ledono la dignità, la reputazione e il decoro di ogni assistente sociale, andremo avanti, Nel rispetto della legge e a tutela di ognuno di noi”.