Ascoltare la voce di ragazze e ragazzi, non far finta di non vedere

Oggi si celebra la Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo e gli assistenti sociali italiani rinnovano l’impegno al fianco delle persone fragili, delle vittime, contro ogni forma di violenza e abuso.

Da Carolina, prima vittima italiana riconosciuta di cyberbullismo nel 2013 – a lei è dedicata la legge sul cyberbullismo del 2017 – , a Gabriele, 13enne palermitano suicida  lo scorso novembre dopo anni di derisione, bisogna fermare la parabola di fenomeni odiosi ed ancora molto diffusi.
L’indagine dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e OneDay Group, a cui ha contribuito anche la community di ScuolaZoo, racconta che il 65% dei giovani della Generazione Z dichiara di essere stato vittima di violenza, bullismo o cyberbullismo. L’indagine che ha coinvolto oltre 4 mila ragazzi e ragazze tra i 14 e i 26 anni, sottolinea anche le differenze di genere tra le vittime e le modalità di abuso con l’ascesa del revenge porn.
Occorre un impegno reale per ricostruire un rinnovato patto tra generazioni e nella società. E’ necessario che le istituzioni intraprendano e rafforzino azioni di prevenzione, accompagnamento e cura, affinché nessuno, soprattutto i più giovani, viva il disagio e l’abbandono. Gli assistenti sociali italiani  sono sempre pronti a progettare e programmare interventi adeguati e ad affiancare le comunità e le persone fragili e che necessitano sostegno.