AGGRESSIONI: Prima e dopo Venaria, “Subito Piano nazionale per la sicurezza”

La vicinanza dell’Ordine con l’abbraccio della presidente, delle colleghe, dei colleghi e dei dirigenti del Consorzio, quella della comunità professionale espressa attraverso le reazioni alla notizia data sui social. C’era anche l’assistente sociale aggredita con un martello lo scorso 3 febbraio mentre lavorava negli uffici di Venaria del CISSA di Pianezza all’incontro organizzato a Druento.
Lei, M.O. – insieme a Barbara Rosina, la presidente del Cioas Piemonte-Valle d’Aosta, Sabrina Testa; la direttrice del Consorzio Intercomunale dei Servizi Sociosanitari Elisabetta Bogge e ogni dipendente del CISSA – per ribadire impegno e determinazione. E chiedere, esigere, sicurezza.
“L’esasperazione di chi non trova risposte altrove, le campagne mediatiche, gli attacchi di chi ha responsabilità istituzionali, i pregiudizi, armano la violenza contro di noi che siamo l’avamposto dello Stato – ha detto Rosina – L’Ordine è accanto ad ogni assistente sociale, ma è chiamato a interloquire con chi ha responsabilità di governo, con chi fa le leggi perché non si debba mai arrivare alla solidarietà dopo le aggressioni. I decreti dettati dalla cronaca portano a risultati che in questi giorni valutiamo con i nostri occhi, ma se si fa un provvedimento per prevenire la violenza contro gli operatori sanitari e si ignora il sociosanitario e il sociale, allora c’è più di qualcosa che non va. Durante l’audizione in Senato ho chiesto l’adozione urgente di un Piano nazionale per la sicurezza nei servizi sociali pubblici, l’estensione delle tutele già previste per altre figure pubbliche esposte a rischio (come insegnanti e operatori sanitari), una campagna pubblica per contrastare delegittimazione e informazioni distorte che rilanci e renda chiaro l’importanza del ruolo dell’assistente sociale”.
La presidente ha aggiunto anche il giudizio favorevole dell’Ordine sul fatto che nel nuovo CCNL del comparto delle funzioni locali. siglato negli scorsi giorni, all’art. 44 sia previsto il patrocinio legale in caso di aggressioni a carico degli enti che devono “assumere ogni onere a difesa per tutti i gradi di giudizio” ed è ribadito che gli stessi “sono tenuti a garantire la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro attuando tutte le iniziative più opportune per la tutela degli stessi”.
L’incontro molto partecipato è stato anche un’occasione di confronto e consapevolezza perché, è stato ribadito negli interventi, la forza della comunità è data anche dal sentirsi tali e per questo affermare, ogni giorno con il proprio lavoro, la necessità di un servizio sociale efficace e protetto.