
Ci sono persone che, al di là della loro appartenenza politica, lasciano il segno. Segni che, per noi, significano diritti.
Per questo Il Consiglio nazionale dell’Ordine Assistenti sociali esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino.
La sua lunga storia di impegno civile e politico ha attraversato alcune delle grandi battaglie che hanno contribuito alla crescita democratica del nostro Paese: l’autodeterminazione e la libertà delle donne, i diritti civili, la dignità di ogni essere umano, la tutela delle minoranze, i diritti delle persone private della libertà, il contrasto alle discriminazioni.
Battaglie condotte spesso quando quei diritti erano ancora difficili persino da nominare e che hanno cambiato l’Italia, ampliando gli spazi di libertà e di riconoscimento.
Sono temi che appartengono anche alla storia e alla responsabilità del servizio sociale. La nostra professione fonda il proprio agire sul rispetto della dignità e dell’unicità di ogni persona, sull’autodeterminazione, sulla giustizia sociale, sul contrasto a ogni forma di discriminazione e sulla responsabilità di rendere effettivi i diritti, soprattutto quando condizioni personali, sociali o istituzionali ne rendono più difficile l’esercizio.
Ricordare Emma Bonino significa allora ricordare quanto i diritti non possano mai essere considerati definitivamente acquisiti e quanto una democrazia abbia bisogno di persone capaci di difenderli, anche quando farlo significa andare controcorrente.
Alla sua famiglia e alle persone che le sono state vicine va il pensiero della comunità professionale assistenti sociali.
