
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine Assistenti Sociali esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di don Antonio Mazzi, fondatore della Fondazione Exodus.
Per oltre quarant’anni don Mazzi ha dedicato la propria vita all’accoglienza, all’educazione e all’accompagnamento di giovani e persone in condizione di fragilità, promuovendo percorsi di responsabilizzazione, inclusione e riscatto sociale.
La sua esperienza ha rappresentato un punto di riferimento nel panorama del welfare italiano e ha spesso incrociato il lavoro delle assistenti sociali e degli assistenti sociali, accomunati dall’impegno quotidiano accanto alle persone più vulnerabili e dalla convinzione che nessuna storia possa essere considerata definitivamente segnata e che ogni persona debba poter incontrare opportunità di cambiamento, relazioni significative e comunità capaci di accogliere.
In un tempo nel quale la fragilità rischia troppo spesso di essere letta come un limite anziché come una responsabilità collettiva, don Mazzi ha continuato a ricordare che educare, accompagnare e offrire nuove possibilità significa credere nella dignità di ogni persona e nella sua capacità di costruire un futuro diverso. È un messaggio che continua a interrogare anche la nostra professione.
Nel rivolgere un pensiero di vicinanza alla Fondazione Exodus, ai suoi collaboratori e a quanti lo hanno conosciuto e accompagnato nel suo cammino, il Cnoas ne ricorda il contributo al dibattito culturale e sociale del nostro Paese e l’impegno costante per una società più attenta ai diritti, alle relazioni e all’inclusione.
La sua scomparsa ci richiama, ancora una volta, alla responsabilità di continuare a costruire comunità capaci di non lasciare indietro nessuno, nella consapevolezza che il cambiamento delle persone nasce dall’incontro tra responsabilità individuale, legami sociali e istituzioni che sappiano prendersi cura.
