“Abitare l’incertezza, senza trasformare le vite in slogan”. Scriviamo su Dromo

“Per chi esercita una professione di aiuto, la questione della verità assume contorni particolari.(…) La verità, nel lavoro sociale, raramente si presenta come un dato immediatamente disponibile. Arriva attraverso racconti frammentati, prospettive differenti, silenzi, paure, contraddizioni. Ogni persona porta il proprio punto di vista. Ogni famiglia la propria storia. Ogni istituzione la propria responsabilità. Il compito professionale non consiste nello scegliere la narrazione più convincente, ma nel comprendere ciò che accade, raccogliendo elementi, verificando informazioni, costruendo valutazioni fondate e assumendosi la responsabilità delle decisioni. È un lavoro che richiede metodo, ascolto, confronto e tempo”.

Su “Dromo”, la presidente Barbara Rosina, affronta un tema spinoso e affascinante: verità/responsabilità concludendo l’interessante articolo con una constatazione e un’indicazione: “In un tempo in cui il dibattito pubblico sembra sempre più orientato a dividere, semplificare e contrapporre, il valore delle professioni sociali sta forse anche nella loro capacità di abitare l’incertezza senza rinunciare alla responsabilità. Di restare accanto alle persone senza trasformare le loro storie in slogan. Di ricordare che dietro ogni decisione pubblica ci sono vite reali e che dietro ogni vita reale esiste una complessità che merita rispetto. Perché la fiducia nelle istituzioni, nei servizi e nelle professioni non si costruisce sulla pretesa di possedere la verità, ma sulla serietà, sulla trasparenza e sulla responsabilità con cui la si cerca”.
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