
“Un’emozione grande, una sensazione mai provata perché noi, assistenti sociali, non siamo abituate né ad apparire, né tantomeno ad essere ringraziate o ricevere onorificenze di così alto valore”.
“Non sono la prima, ricordo la collega Moscatelli che è andata in pensione qualche anno fa, e spero di non essere l’ultima. Perché il nostro impegno, la nostra professione, è lì dove non c’è più nessuno, o quasi. Per esempio al porto dove arrivano i profughi che scappano da ogni guerra”.
Due assistenti sociali: Paola Coppi, da Ancona e Nunzia Iacovuzzi – Tina per tutti – da Matera insignite dell’onorificenza di “Cavaliere della Repubblica” durante le celebrazioni dello scorso 2 giugno. Due storie di impegno sociale riconosciute dal Presidente Mattarella e consegnate, nei loro territori, davanti a chi da anni, le ha viste al lavoro.
Tina, assistente sociale da quasi 40 anni, è ora nell’azienda sanitaria di Matera, ma: “ho attraversato la professione a 360 gradi e messo in piedi progetti di valenza sociale da ogni angolazione possibile. Credo che questa onorificenza vada a tutti questi anni e non soltanto alla mia posizione attuale e dedico il riconoscimento a tutta la nostra professione più bistrattata che altro. Quando è arrivato il decreto firmato dal Presidente della Repubblica, a dicembre, pensavo fosse uno scherzo. Sono orgogliosa di aver avuto la pergamena nell’80esimo del 2 giugno che è anche l’80esimo del voto alle donne. Quel giorno, davanti alla Prefetta, ero la sola donna a diventare cavaliere, accanto a tanti uomini in divisa”.
Paola, invece, ha cominciato a lavorare nel 1991 in applicazione della legge del 1990 in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione. “Ora mi occupo di accoglienza dei profughi che scappano dalle guerre. Le tante guerre di questi anni – dice – ricordando gli arrivi dalla Bosnia, dal Kosovo, dal Nord Africa – Ancona è diventato “porto sicuro” quindi ora accogliamo qui migranti e naufraghi soccorsi nel Mediterraneo dalle navi delle Ong”.
Tina e Paola non si conoscono, ma hanno la stessa emozione e lo stesso orgoglio mostrando la pergamena che le nomina “Cavaliere”. Sanno che la professionalità messa in campo in questi anni, come assistenti sociali, ha fatto la differenza per tante e tanti dando concretezza alla tutela dei diritti dei più fragili, anche se arrivavano da lontano.
Un bel grazie dalla Repubblica!
