
Tecnologie, cura e inclusione: non poteva mancare la voce del Cnoas e con la sua, quella di 48mila assistenti sociali, all’appuntamento riminese TechCare che ha visto, in due giornate, la partecipazione del Consiglio Regionale insieme alle istituzioni territoriali, alle università e a chi opera, in vario modo, per i diritti delle persone.
A portare il contributo del Consiglio nazionale, Erika Tognaccini che, anche nella nuova consiliatura appena insediata, mantiene l’attenzione sui temi che hanno occupato le due giornate emiliane alle quali ha preso parte la presidente del Croas Maria Letizia Valli.
“Siamo in una fase cruciale del D.Lgs, 62/2024 che vede la sperimentazione del Progetto di vita in diverse province d’Italia e che da gennaio 2027 entrerà a regime su tutto il Paese – ha spiegato Tognaccini intervenendo alla tavola rotonda su “Nuove tecnologie e professioni di cura: sfide e opportunità” – Le nuove normative e il Piano di Azione Triennale sulla disabilità appena firmato dal Presidente della Repubblica, ce lo indicano bene: il Progetto di Vita non è una concessione, è un diritto esigibile della persone”.
Tognaccini ha sottolineato come la riforma in atto sia una sfida ogni assistente sociale che deve abbandonare la logica meramente assistenzialistica, di sostituzione e di custodia della persona con disabilità e agire per l’autodeterminazione e il rispetto del diritto di scelta.
“Ecco – ha aggiunto – noi assistenti sociali ci prendiamo il nostro pezzo di responsabilità per creare una società realmente più inclusiva, più giusta, dove i diritti sono di tutti e non solo di alcuni, qui si gioca la partita della costruzione di una società. Come Cnoas, continueremo a seguire in stretto collegamento e collaborazione con i consigli regionali, l’applicazione della riforma nelle province monitorando i Piani operativi delle Regioni, perché la professione possa assumere al meglio il proprio ruolo”.
