Rispondiamo alle critiche (17) sulla lettera aperta a Governo e Parlamento

“Care colleghe e cari colleghi Assistenti sociali,

abbiamo letto in questi giorni i commenti sotto al post sulla lettera aperta che abbiamo inviato al Presidente del Consiglio, a tutti i ministri che intervengono sui temi delle fragilità, ai capigruppo di tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione.

Sappiamo tutti molto bene, per averlo vissuto direttamente, quante volte la nostra professione sia stata in passato accusata di scarse competenze, o di effettuare interventi sull’onda dei sentimenti e non di valutazioni professionali, o ancora di interessi privati. Della nostra professione si è parlato tanto, anche a sproposito o in modo strumentale ma poi nessuno è intervenuto realmente per innalzare le competenze del servizio sociale professionale italiano, ad oggi lontano dagli standard europei.

Il CNOAS e i CROAS si sono interrogati sui fatti di cronaca, sui problemi di sistema, hanno investito moltissimo in una narrazione corretta di quanto la professione può fare, di quali sono le sue caratteristiche, degli aspetti di criticità, dei diritti delle persone che a noi si rivolgono.

Da anni anche grazie alle sollecitazioni di tanti assistenti sociali che abbiamo incontrato nei numerosi eventi, e da ultimo agli Stati Generali, sottolineiamo la necessità di investimento e di ripensamento complessivo della formazione alla professione, la necessità di favorire la ricerca consentendo un rinforzo della specificità della disciplina e della professione di servizio sociale, con lo sviluppo di dipartimenti o perlomeno settori scientifico-disciplinari specifici, la ridefinizione delle competenze di coloro che conseguono la laurea triennale e magistrale, l’individuazione di livelli omogenei per i tirocini curriculari, l’eliminazione della possibilità di accedere all’esame di Stato con la sola laurea Magistrale senza aver conseguito il titolo triennale.

Quando parliamo di elenchi – ne abbiamo parlato al Ministero della Giustizia in ogni occasione e con ogni responsabile ed è tutto documentato su sito e social con tanto di like e nessuna critica – lo facciamo perché siamo tutti consapevoli che serve specializzazione per migliorare e stare al passo delle situazioni sempre più difficili e complesse che vivono le persone che si rivolgono al servizio sociale o incontriamo nell’attività.

Agli Stati Generali, preparati con la partecipazione di oltre 12mila assistenti sociali  – da Roma a Firenze, da Torino a Bari –  abbiamo fatto un workshop sulle competenze di cui vi invito a rileggere le conclusioni ;  lo segnaliamo in tutte le occasioni pubbliche, non possiamo essere strumentalizzati quando le cose non funzionano e dimenticati quando si potrebbe intervenire per garantire interventi di qualità a tutte le persone che incontriamo.  Questo è quello che pensiamo, questo è quello per cui lavoriamo, se poi qualcuno vuol fermarsi o credere che ci sia sempre un “ben altro”, libero di farlo”.

Barbara Rosina