
“Servizio Sociale professionale in Sanità: stato dell’arte e prospettive” a un tema al centro delle riforme in corso e sotto i riflettori della polemica politica, è stato dedicato l’ultimo convegno organizzato dal Croas Lombardia nel mandato della presidente Manuela Zaltieri al quale hanno preso parte la presidente e la vicepresidente Cnoas.
Introducendo i lavori insieme all’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, Barbara Rosina, ha posto l’accento su problemi e soluzioni per i Servizi Sociali in Sanità e non solo: “Le e gli assistenti sociali in Italia erano poco più di 13mila nel 2002 e sono 48mila di oggi, ma – ha aggiunto – c’è il rischio dello svuotamento dei servizi con il pensionamento del 26.5% nei prossimi cinque anni e del 40% nei prossimi otto. Per quanto riguarda la Lombardia mi preme sottolineare l’assenza di dirigenti, la carenza di strutturazione e del servizio sociale aziendale. Siamo convinti che il Servizio Sociale debba avere un ruolo strutturale e riconosciuto nel sistema sanitario, non come elemento accessorio, ma come componente indispensabile per garantire una presa in carico integrata, capace di tenere insieme la cura e la vita, i diritti sanitari e quelli sociali, la persona e il suo contesto di appartenenza, per ridurre le disuguaglianze di salute”.
Sull’importanza di un sistema che sia in grado di curare ma anche di prendersi cura, di trattare la malattia con attenzione ai determinanti sociali della salute, gli interventi dei numerosi relatori che hanno convenuto sull’indispensabile ruolo di professionisti in grado di tenere insieme cura e diritti, corpo e contesto, clinica e cittadinanza e sulla valorizzazione del lavoro interprofessionale e di costruzione di reti territoriali capaci di facilitare il dialogo tra professionisti, istituzioni e famiglie.
La vicepresidente, Mirella Silvani ha voluto sottolineare la rinnovata attenzione ai documenti preparati dal Consiglio nazionale insieme ai Croas e al gruppo dei Dirigenti del SSN. “Non si tratta di atti formali, ma di strumenti di lavoro – ha detto – I nostri ‘decaloghi’ che portiamo in ogni sede politica e istituzionale, sono pensati per orientare le scelte organizzative, per dare voce alle esperienze concrete dei territori, per costruire alleanze tra professioni, per sostenere ogni assistente sociale nell’esercizio dell’azione professionale”.
“Apprezziamo le parole dell’assessore Bertolaso per il riconoscimento della nostra presenza nel Piano socio-sanitario quinquennale – ha concluso la presidente Rosina – Prediamo atto con soddisfazione dell’impegno per le assunzioni, per la necessità di prevedere le sostituzioni legate ai pensionamenti e per la promessa di valutare la presenza di dirigenti assistenti sociali anche nella regione Lombardia dopo la loro istituzione in più di dieci Regioni del nostro Paese”.
